ROMA - Tragicommedia laziale: la figuraccia del duo Lotito-Tare sull'affare Astori scatena il panico a Roma. “Abbiamo toccato il fondo. Andate via”, è il tam-tam di rabbia su radio e forum. C'è chi organizza una maxi-spedizione per tappezzare la città di scritte “Liberiamo la Lazio”, chi raggiunge Sappada perché non…

ROMA - Tragicommedia laziale: la figuraccia del duo Lotito-Tare sull'affare Astori scatena il panico a Roma. “Abbiamo toccato il fondo. Andate via”, è il tam-tam di rabbia su radio e forum. C'è chi organizza una maxi-spedizione per tappezzare la città di scritte “Liberiamo la Lazio”, chi raggiunge Sappada perché non si dà pace. Lotito in Lega fa lo gnorri: “Astori chi?”. Tare è distrutto e in imbarazzo: “Se non raggiungo gli obiettivi prefissati alla fine del mercato, sono pronto a dimettermi”, la promessa a una cinquantina di laziali – la scorsa notte – che prendevano d'assedio l'hotel biancoceleste ad Auronzo. “Ci metto la faccia”, ripeteva il diesse, prima di tornare ieri in fretta e furia a Roma. Se non ha colpe su una poltrona così “scomoda”, consegni subito il suo mandato con un atto di responsabilità, come qualunque altro dirigente al quale il proprio presidente abbia scaricato ogni urlo dei tifosi. E anche i propri sbagli: “Fai quello che dico io, segui Marroccu", gli urlava Lotito ieri al telefono da Milano. Eppure col diesse cagliaritano, Tare c'aveva passato tutta la notte a Sappada (dalle 2 alle 4) pur di provare un disperato contro-sorpasso sulla Roma. Che evidentemente, confidando sulla parola dell'entourage di Astori, la Lazio aveva sottovalutato: “Sabatini vuole solo far alzare il prezzo”, assicurava Tare mercoledì pomeriggio a gente fidata. E al suo “padrone”.

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LA PRESUNZIONE

Nella presunzione c'è tutta la beffa, nel silenzio di Lotito (nessun comunicato, dopo mesi, nei due giorni di bufera) forse un po' di vergogna. All'apice della contestazione (1000 abbonamenti venduti, 400 cuccioloni: lo scorso anno erano 14mila, il 25 luglio), la Lazio non poteva proprio permettersi di sbagliare un colpo, figuriamoci di vedersi “alzare Astori in faccia”. Lo sfottò giallorosso sta fomentando l'ira biancoceleste: “Sono due incompetenti”, gridano diversi “comunicatori”. Il disagio di Tare suscita quasi tenerezza: far sentire la trattativa e le suppliche al Cagliari ai tifosi giovedì, nel tentativo disperato di riacquistare una minima credibilità, è un gesto avvilente.

IL CONFRONTO

Depresso pure Pioli, gli era stato promesso subito un centrale in ritiro: “Vattene subito, finché sei in tempo”, gli hanno gridato alcuni laziali ad Auronzo. Altri sono volati a Sappada per cercare spiegazioni: “Il problema non è che si tratti di Thiago Silva o Beckenbauer, ma che si sta facendo uno sgarbo alla Lazio vendendo Astori alla Roma”. Non è certo colpa del Cagliari: “Io sono stato sincero e serio con Tare fino alle 17 di giovedì, avevo una trattativa aperta con la Lazio – la risposta di Marroccu ai tifosi in un confronto – ma dopo ne ho aperta un’altra con la Roma. Lotito ha fatto delle mosse che da dirigente faccio anch'io, ma c'era il rischio di perdere e così è stato”. Quando la volpe non arriva all'uva dice chi è (?) d'Astori.

(IlMessaggero)

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