Il terzino serbo è solamente l'ultimo di una serie di giocatori che, incurante di ferire quelli che erano i suoi tifosi, tradisce la sua ex squadra
di Simone Cesarei
ROMA- Uno scenario inaspettato, una pugnalata al cuore: Aleksandar Kolarov alla Roma. L'ufficialità è arrivata nella giornata di ieri: "L’AS Roma è lieta di annunciare di aver sottoscritto con il Manchester City FC il contratto per l’acquisizione a titolo definitivo di Aleksandar Kolarov, a fronte di un corrispettivo fisso di 5 milioni di euro. Il calciatore 31enne, ha firmato un contratto che lo legherà al Club fino al 30 giugno 2020". Sempre attraverso un comunicato sono state riportate le prime parole del terzino serbo da calciatore giallorosso: “Sono molto contento di essere qui. Darò più del 100% alla Roma, il mio obiettivo è sempre uno: vincere”. Vincere come ha fatto alla Lazio dove, dopo essere stato scoperto e lanciato nel calcio che conta dai biancocelesti, ha conquistato una Coppa Italia e una Supercoppa contro la super Inter di Mourinho. Eppure non ci ha messo molto Aleksandar, per dimenticare il passato, tradire i colori per i quali una volta ha combattuto e coniugare a nozze con il nemico. E pensare che solamente qualche mese fa, Kolarov parlava cosi: “Un giorno mi piacerebbe tornare. Roma mi è rimasta nel cuore. Forza Lazio e un saluto a tutti i tifosi“. Un saluto e un giuramento d'amore destinato a rimanere sospeso nel vuoto, con il cuore che è stato ormari sedotto dall'altra sponda del Tevere, dall'altra faccia della stessa medaglia.
TRADIMENTO CAPITALE
I laziali hanno seguito la trattativa che ha portato Aleksandar alla Roma increduli, vogliosi di negarne la sola esistenza, speranzosi che fosse solo un nome sul taccuino del ds Monchi. E invece i giallorossi hanno affondato, Kolarov ha deciso di tradire ogni proclama d'amore pronunciato ai supporters biancocelesti, incurante della delusione che alberga nei cuori dei laziali. Il calcio di oggi, purtroppo, non lascia molto spazio alla fedeltà. Il mercato è una macchina incontrollabilmente crudele, che miete ogni fede, promettendo ai giocatori titoli e ingaggi che non possono essere rifiutati. Quello di Kolarov non è infatti un caso isolato. Un altro esempio? Federico Bernardeschi alla Juventus. Acquistato per 40 milioni dai bianconeri, Federico ha deciso di tradire quella maglia che tifa fin da bambino per sposare quella dei nemici di sempre. Il suo cuore viola ha dovuto cedere alle lusinghe di una delle squadre più forti d'Europa, incurante dei pensieri dei tifosi, che in lui vedeva il nuovo Antognoni. Bernardeschi come Kolarov, Bernardeschi come Baggio. Dalla Fiorentina alla Juventus. Eppure qualche anno fa, allo stadio Franchi di Firenze, Federico rifiutava di indossare una sciarpa bianconera, tanto viola era il suo cuore. Ma tra i calciatori le fedi passano, gli stipendi e i titoli rimangono, e a soffrirne sono sempre e solo i tifosi.
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