Una rissa, una fascia da capitano da assegnare, un vaso da riparare: c'è tanto il lavoro da fare, per il mister biancoceleste
di Leonardo Mazzeo
ROMA - Il gruppo. E' stato questo il punto di forza della Lazio, nella passata stagione. E' stato così che i biancocelesti sono riusciti a conquistare l'accesso diretto in Europa League, nonostante altre squadre fossero più attrezzate (vedi alla voce: Inter) o comunque allo stesso livello (vedi alla voce: Fiorentina). Il merito è stato soprattutto di Simone Inzaghi, capace di gestire e creare un ottimo clima. Riuscirà a farlo anche in questa stagione?
I SALUTI, I NUOVI ARRIVI E LA FASCIA DA CAPITANO
Un gruppo è fatto di persone, e ogni persona è importante, all'interno dello stesso. Importante, sì, ma non fondamentale. Perché quello che conta, appunto, non è il singolo, ma l'insieme. Il fatto, però, è che un gruppo ha anche equilibri delicati, alchimie. Spostando una virgola, come in una frase, il significato potrebbe cambiare. E così lo spogliatoio. E così le partite. E così una stagione intera. Un capitano se n'è andato, due big non sanno ancora se il prossimo anno vestiranno biancoceleste. E altri elementi stanno arrivando. La Lazio ha bisogno delle abilità di Simone Inzaghi, chimico e mister allo stesso tempo: alchimia, questo serve. E va ricreata e ristabilita immediatamente.
A partire dalla questione fascia da capitano, che non va sottovalutata. Tenendo bene a mente cosa può fare, quella fascia. Può unirli, può farli stare insieme, può saldare il gruppo. Ma può anche domarli, trovarli, ghermirli e nell'oscurità incatenarli. Per questo va affidata a qualcuno che può sopportare quel peso. Uno tra Parolo, Radu e Lulic. Chi sarà l'eletto? A chi Inzaghi il Bianco affiderà questo compito? L'importante è che venga data a uno di loro tre. In alternativa, andrebbe portata sul Monte Fato e distrutta.
VASI, COCCI E TECNICA GIAPPONESE
Come detto, i gruppi sono fatti di persone, e le persone a volte sbagliano. E possono rompere il gruppo. Basta poco, il gruppo a volte è vaso di terracotta tra vasi di ferro, è Don Abbondio davanti ai bravi. Questo deve essere successo tra Felipe Anderson e Hoedt, che hanno rotto il vaso. Cose che succedono in allenamento: di storie come questa se ne sono sentite diverse. L'importante è riparare subito. Raccogliere i pezzi e rimetterli al loro posto. Magari utilizzando quella tecnica giapponese: riparare un vaso unendo i cocci con un misto di resina, oro, argento, e platino. E così rendere il vaso ancora più bello di prima.
Il gruppo Lazio sarà più bello l'anno prossimo? Inzaghi avrà a disposizione resina, oro, argento e platino per riparare le crepe, per rendere il vaso ancora più bello? Per ora ha solo un Biglia in meno. Il mister-chimico-mago-artigiano non può fare tutto da solo. Una mano dalla società deve necessariamente arrivare. Un aiuto. Per non rompere l'ennesimo vaso, dopo una stagione bella come quella appena passata.
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