Si rinnova l'appuntamento, questa volta presso l'Istituto S. Sisto Vecchio delle Suore Domenicane
ROMA - Oggi, Giovedì 16 marzo 2017 si rinnova l’appuntamento con i giocatori biancocelesti presso l’Istituto S. Sisto Vecchio delle Suore Domenicane, Via Druso 2, Roma. “Dalla scuola allo stadio, il modo giusto per sostenere lo sport”. Di seguito, tutti i contributi
Murgia: "Per me è un'emozione fantastica giocare nella Lazio. Io sono romano e amo questa squadra. Il gol con il Toro è indimenticabile, sono molto contento di come sta andando il campionato. Un consiglio da dare a voi? Dovete mettere passione in quello che fate. Un giocatore forte che ho affrontato in Serie A? Dybala, diventerà un grande. I risultati sono importanti, è normale che quando vinciamo siamo contenti. A chi mi ispiravo da bambino? Devo dire Parolo? Non avevo un modello da seguire. Prendevo spunto da tanti giocatori. Inzaghi? Lo conosco da 5 anni, mi aspettavo la sua crescita. I tempi e ritmi sono più alti in Serie A. Con i lavori dello staff riesci a metterti in paro. La Lazio per me è un punto di partenza e anche di arrivo. voglio stare qui a lungo".
Parolo: "La nostra forza è il gioco di squadra. Il pallone si gestisce con i compagni. Se lo abbiamo noi non ce l'hanno gli altri. Prima della partita c'è un po' di tensione, ma sono belle sensazioni che ti danno carica. Come voi prima di un compito in classe, ma se sei preparato va tutto bene. Roma è stupenda, ci sono tante cose da vedere. Anche Formello è un ottimo impianto. I miei genitori erano contenti di vedermi giocare a pallone, perché mi divertivo. Hanno fatto tanti sacrifici per me, ma non mi hanno mai costretto a diventare un calciatore. Il nostro pubblico è straordinario. Io venivo da città più piccole, e entrare all'Olimpico mi ha fatto venire la pelle d'oca. Da ragazzo mi ispiravo a Gerrard. Era un modello da seguire. Inzaghi? Fin dal ritiro ci siamo allenati bene. Mi ha sorpreso in positivo. La maglia della Lazio va onorata al 100%. Il derby? Era ora di vincere. Ora c'è la seconda parte. È stato molto bello. Due anni fa mi rodeva aver perso il derby del secondo posto. La Nazionale? Vestire la maglia azzurra ti dà la voglia di vincere per il tuo paese".
Milinkovic: "Il razzismo va condannato e combattuto tutti i giorni. È come un'erba maligna: ma con il rispetto può essere debellata. Qui a Roma c'è più pressione. Qui mi piace di più che in Belgio. Mangio tanto, adoro la pasta, ma non esagero. Un consiglio per segnare tanto? Non faccio molti gol, ne sbaglio tanti. Non seguite il mio consiglio".
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