Uno sguardo verso ieri, un altro proiettato verso domani e un presente da affrontare

di Leonardo Mazzeo

ROMA - "Le maglie sono espressione della nostra storia e del nostro futuro. La società ha una proiezione diversa rispetto ad anni fa, può ambire a traguardi importanti": parola di Claudio Lotito. Il presidente della Lazio, presente ieri all'evento che si è tenuto a Spazio Novecento, ha detto che la Lazio deve guardarsi indietro per capire quali sono i suoi valori, per poi proiettarli verso il futuro. Ora, però, c'è un presente da affrontare.

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PASSATO: UN MODELLO DA SEGUIRE

La gloriosa Lazio della fine degli anni novanta è richiamata dalla maglietta a righe: i giocatori saranno consapevoli della responsabilità che questo onore comporta. Quella Lazio era una delle squadre più forti in circolazione, all'epoca. Vinceva in Italia, vinceva in Europa. I giocatori avevano voglia di vestire quella maglia, e consideravano la Lazio un punto di arrivo. Ora i tempi sono cambiati, le mete ambite sono altre, forse lontano dalla Serie A. Ma quell'orgoglio, quell'attaccamento, quella voglia di vincere non si trovano tra i nomi del calciomercato. Si portano addosso. Come una maglia.

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FUTURO: UNA PEDALATA DOPO L'ALTRA

Altro virgolettato, sempre di ieri. Stavolta è Marco Parolo a parlare: "Ci sarà da pedalare, lo faremo con la voglia di divertirsi, vogliamo fare meglio dell’anno scorso". Le basi su cui costruire il futuro partono dalle pedalate, dal lavoro quotidiano. E la voglia di migliorarsi c'è, in Parolo. Come sicuramente la avranno anche gli altri giocatori. C'è l'opportunità di giocarsi una competizione europea a testa alta, ma non bisogna ripetere gli errori del passato. Perché il passato insegna, e il futuro fa sognare. Ma, tra i due, c'è il presente. Ed è oggi che la Lazio deve riuscire ad essere consapevole, responsabile, e riuscire a costruirsi un domani che splenda come splendevano i giorni di fine anni novanta.

Marco Parolo, centrocampista della Lazio

PRESENTE: LA FORZA DEL GRUPPO E UN MERCATO ALL'ALTEZZA

Il gruppo è stata la forza della Lazio della scorsa stagione. Sì, ma non solo. La Lazio aveva anche a disposizione una buona rosa, con elementi validi. E, se qualcuno di questi dovesse partire, dovranno arrivare giocatori all'altezza del vuoto che lasceranno i partenti. Tre nomi a caso: Biglia, Keita e de Vrij. Andranno sostituiti a dovere, in caso di partenza. Ma questo non basta. Per affrontare anche una terza competizione stagionale c'è bisogno, a prescindere, di integrare e puntellare la rosa in ogni reparto. La società biancoceleste avrà finalmente imparato dagli errori passati? Lo scopriremo al trentuno di agosto. Anche se, al momento, la Lazio sembra già in ritardo: CONTINUA A LEGGERE

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