Di Lorenzo Manelfi
ROMA - E pensare che Inzaghi, i suoi ragazzi, li aveva anche avvisati: "La Lazio sviluppa un bel gioco, stiamo facendo benissimo ma le insidie stanno dietro l'angolo. Adesso ci aspettano due partite in trasferta non semplici". Il messaggio però, a quanto pare, non è arrivato. E' vero, la semifinale di coppa Italia contro la Roma e la sfida all'Olimpico con il Napoli decideranno gran parte della stagione. Le due trasferte consecutive con Cagliari e Sassuolo però non andavano sottovalutate. La sfida con gli emiliani è ancora da giocare, ma in Sardegna la Lazio ha lasciato due punti importanti. Punti che potrebbero risultare fondamentali per l'Europa. Diversi fattori hanno influito sul risultato: l'assenza di Milinkovic, la stanchezza, la panchina inadeguata, il campo impraticabile e il troppo vento. Tutte scuse, secondo Patric: "Questa gara per noi era una grande opportunità, ma non siamo riusciti a coglierla. Non dobbiamo attaccarci a niente: dovevamo fare meglio". Mentalità giusta. La Lazio vista in campo nelle ultime settimane domenica è sparita. Peccato perché, con una vittoria, la Lazio avrebbe allungato sull'Inter, mantenendo anche la distanza di 4 punti dal Napoli terzo in classifica. Una statistica però giocava contro la banda Inzaghi. Da Zaccheroni a oggi, nessun allenatore è mai riuscito a ottenere sei punti in due trasferte consecutive. Bisogna tornare indietro di quasi vent'anni, quando Simoncino giocava e in panchina, a dettare ordini, c'era Eriksson.
L'ULTIMO EN PLEIN - Correva la stagione 1998-99. La Lazio di Eriksson, in piena corsa per lo scudetto, non se la stava passando troppo bene. Il mese di Aprile, infatti, compromise il cammino dei biancocelesti verso la vittoria finale. Dopo il mancato colpo del K.O. al Milan secondo in classifica, che si mantenne a 7 lunghezze grazie al pareggio all'Olimpico, arrivarono due sconfitte consecutive. Prima la disfatta nel derby per 3-1, poi lo stop in casa contro una Juve in grande difficoltà. E il calendario non sorrideva certo ai biancocelesti, costretti a giocare due partite in trasferta. Bisognava riscattarsi, e così è stato. Vittoria di misura con la Sampdoria - grazie a una rete di Vieri - e tre gol in casa dell'Udinese rilanciarono la Lazio verso quel sogno chiamato tricolore. Il pareggio di Firenze però costò caro ai capitolini, che videro superarsi in classifica dal Milan di Zaccheroni nella penultima giornata di campionato. Niente controsorpasso alla fine, scudetto ai rossoneri e grosso rimpianto per i biancocelesti. Brindisi rinviato, ma solo di un anno. La Lazio infatti, la stagione successiva, si riprese quel sogno appena accarezzato un anno prima, grazie a una strepitosa rimonta ai danni della Juve. Intanto Ravanelli, uno degli eroi del 2000, ha parlato della stagione biancoceleste e dell'obiettivo da raggiungere >>> CONTINUA A LEGGERE
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