ROMA - Le vacanze portano consiglio e così, quasi per magia, Luis Alberto scopre una nuova vita: quella da regista. Lo spagnolo è facilitato dall’addio di Biglia e dall’arrivo di Leiva un giocatore con caratteristiche più difensive che offensive. Luis ha studiato e stupito. Occhi sgranati a Formello nei primi giorni di ritiro quando nella partitella in famiglia tira fuori le zanne e va a ringhiare sui compagni. Non era praticamente mai accaduto prima. Arrivò in una torrida giornata estiva un po’ appesantito e stralunato, Simone lo ha ritrovato tirato a lucido e con una voglia matta di giocare. E’ il Pirlo di Tare. Il paragone - scrive Il Messaggero - è assolutamente e volutamente azzardato ma va letto nel senso dell’evoluzione tattica. Da trequartista, quasi seconda punta, adesso si sta reinventando regista basso. Proprio come fece l’Andrea Nazionale. Ha il passo un po’ flemmatico ma un piede sopraffino. Il tecnico biancoceleste lo ha posizionato in quel ruolo da subito. Forse più per necessità all’inizio, visto che Biglia non si era presentato in ritiro. Lo ha riproposto lì convinto dalle prestazioni dello spagnolo. Ha caratteristiche offensive, verticalizza il gioco e ha un’ottima visione di gioco. «Biglia è il miglior play d’Italia» si è lasciato sfuggire Inzaghi nella conferenza stampa di chiusura del ritiro. Chiaro che Luis Alberto non sarà Lucas ma di certo in rosa è quello che ci somiglia di più. E intanto arriva la conferma su Bacca >>> CONTINUA A LEGGERE
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