ROMA - Ben 9 torti sin qui contro la Lazio, decisivi nella corsa Champions, ma undici tifosi biancocelesti si concentrano intanto su quello più eclatante. Partita ieri ufficialmente l'azione legale contro Giacomelli e Di Bello, rispettivamente arbitro e Var della sfida persa contro il Torino dell'11 dicembre, in cui il mancato rigore per il fallo di mano di Iago Falque e l'ingiusta espulsione d'Immobile fecero gridare tutto l'ambiente al complotto: “Errori a nostro avviso non spiegabili né scusabili – spiega l'avvocato Stefano Previti, protagonista di questa curiosa iniziativa, in esclusiva a Cittaceleste.it – nel momento in cui è stato interrotto il gioco. Non sappiamo ancora di chi sia la responsabilità, per questo abbiamo chiesto al giudice di pace, competente per la materia, la visione del contenuto del colloquio fra i due fischietti nel frangente delle decisioni prese”.
OBIETTIVO VERO
E' la prima volta che si verifica qualcosa di simile: “Si parte da un'azione risarcitoria per responsabilità professionale, colpa grave nell'esercizio della pozione di arbitro – spiega ancora il legale Previti – e partiamo con la richiesta dei primi undici laziali che ci hanno conferito il mandato. Presto inoltreremo la domanda di un secondo blocco di un'altra ventina di tifosi. Al di là del risarcimento economico, in questo modo vogliamo affermare il principio di responsabilità, che speriamo faccia bene al mondo del calcio per vedere spettacoli seri per chi è appassionato di sport. Non ci sono più arbitraggi all'altezza, anzi gli errori sono sempre più inspiegabili per dei professionisti retribuiti profumatamente. Ci vogliono dei comportamenti adeguati e chi sbaglia deve pagare una volta per tutte”. Non possono esserci solo la Lazio e i suoi figli a rimetterci. L'udienza davanti in tribunale è fissata per il prossimo 25 giugno. Per avere giustizia con questo curioso e duro pugno.
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