ROMA - Certe partite sono difficili da digerire: il 26 maggio(anche se tra poco sarà rivincita), la doppietta di Pazzini, la disfatta con il Lecce, la Coppa Uefa persa con l'Inter ma soprattutto la finale di Coppa dei Campioni del 1984. Quest'ultima ha visto protagonista Pruzzo e principalmente Conti, con un rigore impeccabile finito in Curva Sudde. Tutta colpa del balletto ipnotizzante di Grobbelaar, l'arbitro avrebbe dovuto prendere provvedimenti. Vabbé, il solito complotto. La vendetta però è un piatto che va servito freddo, freddissimo visto che sono passati solamente 34 anni. Detto fatto, l'ex attaccante giallorosso e il nettunense - ma ovviamente core de Roma - hanno alzato il dito medio davanti lo stemma del Liverpool. Sempre la stessa storia, c'è chi alza trofei e chi cellulari per fare selfie o dita. Questa volta però non è la solita pagliacciata stile giallozozza, ma una tattica pensata e ragionata. Sarri, prima del match con la Juve, ha mostrato il dito di mezzo ai tifosi bianconeri, riuscendo a vincere a Torino e riaprendo il discorso scudetto. Con i partenopei ha funzionato, e stasera si ripeterà: "Sbancamo Liverpool ar 90°, fidate. Stavolta non serve pagà l'arbitro come contro er Dundee 34 anni fa". I puliti del calcio, manco con gli impicci sono riusciti a vincere. Ma quest'anno non ci sarà bisogno.

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