Il mister, in conferenza stampa, ha detto che bisognerà dare il 100% contro la prima in classifica.
ROMA - Serve un occhio bionico per fissare il Napoli così in alto, quando in questa splendida stagione hai appena toccato l'unico punto più basso. E' tutto vero, ma è lo sguardo energico a rassicurare che col Genoa è stato solo un lunedì nero. Tira fuori le orbite, Inzaghi, spazza le ombre per guardare tutti i numeri e un altro orizzonte: «Dalla ripresa del campionato abbiamo vinto le prime due contro Chievo e Udinese, perso a Milano per un gol di mano, pareggiato in Coppa Italia meritando la vittoria, e perso con il Genoa».
Quarantasei punti dopo 23 giornate rimangono il secondo miglior risultato biancoceleste nella storia, i quattordici in più del Napoli rischiano di rallentare però ulteriori sogni di gloria: «Contro la prima in classifica tutti dovranno dare il 150% e ripartire dal primo tempo della sfida d'andata all'Olimpico». Allora la banda di Simone giocò 45' alla perfezione, solo la malasorte sconvolse il copione. Un infortunio dietro l'altro a inizio ripresa e allora Insigne e compagni trovarono la goleada. Alla vigilia della sfida di ritorno, s'inverte la sorte dell'infermeria. A meno che Sarri, come sospetta il collega biancoceleste, non stia facendo solo pretattica. Non certo sullo sfortunato Ghoulam, piuttosto su Hisaj e Mertens, pronti a giocare smaltita la febbre e il pestone. E c'è persino Albiol che in mattinata proverà a trovare in extremis la guarigione. Intanto un bel regalo per il tecnico partenopeo per festeggiare le sue 100 panchine di fronte alla torta, almeno la coperta non è più così corta.
Cittaceleste.it
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