ROMA - Un ragazzo di 20 anni, morto all'Umberto I la notte del 17 maggio, ha inviato a sua madre un ultimo struggente messaggio con la scritta “Mi stanno uccidendo, denuncia l’ospedale”. La sorella Michela e la sua famiglia aspettano il dissequestro del telefono cellulare perché tra gli altri messaggi c'era anche “Aprite e leggete”. Questo il parere di Michela: “Sono certa che mio fratello ci abbia lasciato detto qualcosa su come si sono svolti i fatti quella notte. Mio fratello, affetto da fibrosi cistica, era ricoverato presso l’ospedale dal 5 maggio, dopo aver ricevuto i messaggi siamo corsi in ospedale, abbiamo visto dal monitor esterno che lo stavano assistendo e non abbiamo avuto una sensazione di allarme, quando sono usciti dalla stanza ci hanno detto che era tutto ok e che Giuseppe, attaccato al macchinario, stava dormendo mi sono chiesta come fosse possibile con tutti intorno a lui, fino a che alle 7 hanno chiamato mio padre e lo hanno fatto salire ma Giuseppe già non rispondeva nemmeno alle strette di mano, è stato dichiarato morto alle 7.27”. La sorella di Giuseppe ha denunciato l’ospedale, sono state aperte delle inchieste e i magistrati stanno lavorando.
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