Torna la rubrica che racconta la partita biancoceleste con le emozioni del tifoso
di Simone Cesarei
ROMA- E'stata una bella serata quella di Kiev, bisogna ammetterlo. Dopo le recenti delusioni, dopo le polemiche arbitrali, ci voleva una vittoria netta e relativamente facile. Dico relativamente perchè il secondo gol è arrivato a pochi minuti dal termine dopo una partita di dominio assoluto, e in cui abbiamo assistito a delle comiche degne di Paperissima. Al terzo posto in classifica c'è l'errore del fashion blogger biancoceleste, Patric. E pensare che dieci secondi prima avevo detto, con tono sorpreso: "Certo che il biondo sta giocando proprio bene". Bum. Porta spalancata, un metro di distanza dalla gloria e il Justin Bieber spagnolo riesce a cambiare le leggi della fisica e sbagliare un gol che anche un pupazzo di neve sarebbe riuscito a segnare. Questo è vero talento. Secondo posto obbligato per mister Simone Inzaghi, che oltre ad aver disegnato una gara tatticamente perfetta annullando completamente la Dinamo, si è reso protagonista di un'esultanza ponderata e pacata, sisi. Al gol di de Vrij Simoncino si gira verso la panchina cominciando a correre, ma sul suo cammino trova una lastra di ghiaccio ucraino che stava palesemente rosicando l'imminente eliminazione. Risultato: Inzaghi scivola e diventa protagonista assoluto di tutti i meme che stanno invadendo Facebook in queste ore. Al primo posto troviamo ovviamente lui, Ciro il Grande. Ciro il Magnifico, chiamatelo come preferite. In una gara in cui si era capito che la palla non voleva entrare, Immobile si rivolge al quarto uomo in una lingua non meglio specificata, ma che ritengo fosse un mix tra spagnolo e il dialetto stretto di Torre Annunziata. Per capire cosa ha detto ci sono due correnti di pensiero, riassunte dalla bella, bellissima Jessica su Instagram: chi crede che abbia parlato di "dos cardes rosses", oppure, la più probabile, "dos caldarrostes". Sono sicuro che dopo la partita Inzaghi gli avrà comprato le sue caldarroste, e a fine ne ha regalate due anche alla Dinamo Kiev, solo che penso siano state un po' indigeste.
NYON COME HOGWARTS
I quarti di finale di Europa League, un traguardo che sa di nostalgia. L'ultima volta fu la Lazio di Petkovic ad arrivare tra le prime otto della sorella simpatica della Champions. Quell'anno fu il Fenerbache, con l'aiuto prezioso dell'arbitro, a strappare la semifinale dalle mani dei biancocelesti. Tra meno di un'ora si scoprirà, a Nyon, chi invece si frapporrà tra gli Inzaghi boys e il loro destino. Suona un po' retorico, forse, ma io la vedo così. L'Europa è il destino della Lazio. I laziali sono destinati a viaggiare per il continente, a ritrovarsi ad affrontare un viaggio di ore e ore, senza sonno e senza fine. Siamo tutti in attesa del verdetto dell'urna di Nyon, che ora comincia a prendere le sembianze del castello di Hogwarts. L'urna ci appare un po' come il cappello parlante di Harry Potter, e noi siamo il piccolo mago. Un solo desiderio per il sorteggio: "Non Atletico Madrid, non Atletico Madrid". Spero di non tirarmela da solo.
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