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Gravina: “Candideremo l’Italia per Euro 2028. La sfida con l’Argentina…”

Gravina

Le parole del presidente della FIGC in merito alle prossime competizioni internazionali degli Azzurri: fissato l'obiettivo per il 2028

redazionecittaceleste

In occasione del Festival di Trento, il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni sul futuro. Confermata la partita contro l’Argentina, ma non solo: novità interessantissime arrivano anche in merito alle prossime competizioni. Di seguito le parole di Gravina. “Quando ho assunto il mio ruolo Mancini era già in panchina. Io l’ho solo confermato. Era giusto da parte nostra puntare sul rinnovo del contratto. E lo abbiamo fatto addirittura per 4 anni, fino al 2026. Questo è il ruolo che rivendico per me. E l’accordo è sempre stato basato sull’idea di progetto, non sui risultati. So che qualche interessamento per Mancini c’è stato e che le tentazioni esistono. Noi non abbiamo la quotidianità né la potenza economica dei club. Però l’amore per l’Azzurro non è mai stato messo in discussione: il mister è stato corretto e leale”.

 Roberto Mancini

Su Italia-Argentina

Sì, posso confermare che si giocherà: sarà la cosiddetta finalissima, considerando come è stata nominata nel campionato UEFA. Sarà una competizione incardinata nel futuro, una sorta di Supercoppa tra Europa e Sudamerica. Non sappiamo ancora dove: personalmente mi piacerebbe l’idea di Napoli, però non mancano le proposte di altre possibili realtà”.

Candidature per il futuro

Il mio obiettivo è chiudere il mio ciclo in Federazione portando a casa un risultato importante. Ossia quello di ottenere l’incarico di organizzare l'Europeo del 2028, perché da troppi anni in Italia non si organizza un evento di questa importanza. Da qualche giorno è uscito il bando e noi ci candideremo, questo è fuori discussione. Penso che il nostro paese abbia bisogno di un evento così importante anche per coronare il percorso fatto. Spero che anche da parte del Governo possa arrivare condivisione e supporto concreto per far sì che diventi possibile ammodernare gli stadi esistenti e costruirne di nuovi. Sul Mondiale ogni due anni invece c'è stato un mio secco no, perché vorrebbe dire avere una competizione all'anno, con Europeo e Mondiale che si alternano”.