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Quinten Timber sgancia la bomba. Intervenuto ai microfoni di ESPN a margine della sconfitta per 4-3 contro lo Sparta Rotterdam, il centrocampista olandese classe 2001 ha annunciato che, con ogni probabilità, lascerà il Feyenoord già nel corso della sessione invernale di calciomercato. A innescare il cortocircuito all'interno del club olandese sono state le parole pre match del tecnico, Robin van Persie:
"È una questione prettamente sportiva. Seguo gli allenamenti e le partite e come i giocatori si applicano. Soprattutto le loro intenzioni. Credo che ci sia ampio margine di miglioramento su questi aspetti. Voglio vedere in difesa e in attacco la voglia di svolgere al meglio i propri ruoli. Giudico Timber in base a questo, per questo ora scelgo altri giocatori".
Timber, però, non si è fatto pregare e nel post gara ha risposto alle parole del suo allenatore: "Penso che siano un peccato le sue parole. È successo già un paio di volte che non abbia protetto un suo giocatore. Puoi fare le tue valutazioni, ma dimmele in faccia. Questo oltrepassa ogni limite. Tutti nel club sanno che sto dando tutto partita, l'ho fatto anche oggi. Se devo giocare come terzino, lo faccio per la mia squadra. Puoi mettere qualsiasi mio compagno davanti alle telecamere e ti dirà la stessa cosa. Sembra una farsa.
Sembra che io non stia facendo nulla. Succedono tante cose, ci sono molte emozioni in gioco, comprese quelle dei tifosi che non sono contenti di me. Non è mai divertente vivere una situazione del genere. Futuro? Voglio il meglio per me e per il Feyenoord, non voglio lasciare il club a parametro zero. Questo rende più probabile che me ne vada ora. È sempre stata mia intenzione non lasciare il club a parametro zero.
Voglio andarmene. Ma non facciamo finta che non mi stia impegnando, tutti all'interno del club sanno che è diverso. Trovo deludente che venga detta questa cosa. E non è la prima volta. Ho lasciato correre una volta, due volte, ma questa volta mi faccio valere. Ultima partita col Feyenoord? Ho cercato di godermela. È dura perdere, questo rende tutto più doloroso".
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