Critico, tendenzialmente pessimista, sicuramente amareggiato. Per un passato disconosciuto, un presente anonimo e un futuro nebuloso. Così Paolo Maldini, voce critica verso un Milan che non riconosce più. Un mondo che guarda da fuori e non capisce. "Una volta non c'era solo Galliani, c'era una sinergia di uomini che sapevano…
Critico, tendenzialmente pessimista, sicuramente amareggiato. Per un passato disconosciuto, un presente anonimo e un futuro nebuloso. Così Paolo Maldini, voce critica verso un Milan che non riconosce più. Un mondo che guarda da fuori e non capisce. "Una volta non c'era solo Galliani, c'era una sinergia di uomini che sapevano quello che c'è da sapere e c'erano gli investimenti di Berlusconi. Oggi tutto è crollato". Sono queste alcune delle dichiarazioni, molto pesanti e molto amare, che l'ex capitano rossonero ha rilasciato al mensile francese So Foot. "Ho visto due volte Barbara Berlusconi- ha continuato Maldini - lei mi aveva designato come il successore di Galliani per il settore tecnico, ma non ho più avuto notizie. Ero pronto, ma non se ne è fatto niente". Chiaro il rammarico personale come chiara la difesa di Seedorf: "Clarence ha grande coraggio e personalità ma qui nemmeno Guardiola riuscirebbe a niente". Parole di appoggio, cariche di stima, ben diverse da quelle dedicate a Galliani: "Quando Leonardo mi voleva a ogni costo come direttore sportivo Galliani disse 'è una figura superata'. Non è vero. Se ti circondi di persone competenti fai meno errori. Facciamo l'esempio di Pirlo. Se l'allenatore arriva e dice: 'Andrea è finito, non ne ho bisogno', in società ci deve essere qualcuno che gli risponda 'non è vero. Pirlo è un patrimonio della società, deve rimanere'. E ci saremmo evitati di fare un favore alla Juve". (SportMediaset)
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