La seconda eliminazione consecutiva in un girone eliminatorio del Mondiali ha tolto la maschera al calcio italiano, da anni non più competitivo nè a livello di clubs nè di Nazionali. Alle dimissioni del CT Cesare Prandelli, sono seguite quelle del Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giancarlo Abete: “Convocherò un…

La seconda eliminazione consecutiva in un girone eliminatorio del Mondiali ha tolto la maschera al calcio italiano, da anni non più competitivo nè a livello di clubs nè di Nazionali. Alle dimissioni del CT Cesare Prandelli, sono seguite quelle del Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giancarlo Abete: “Convocherò un Consiglio Federale tra venerdì e lunedì presentando le mie dimissioni irrevocabili, non perché senta una particolare responsabilità per i risultati conseguiti, ma perché voglio favorire un livello di riflessione sulle strategie future della federazione. Era una decisione che avevo già preso prima dei Mondiali, a prescindere dal risultato. Manterrò i miei incarichi in Uefa e Coni, ma voglio liberare la federazione dalle critiche che mi vengono rivolte in quanto vertice federale. Convocherò l’Assemblea federale o l’11 agosto o in un’altra data utile affinché la ripresa del campionato avvenga con una nuova dirigenza federale. Il nuovo presidente avrà il mio appoggio“.

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Parole che hanno scatenato un terremoto in una Federazione che non può dirsi esente da colpe: la figuraccia mondiale (due tiri in porta su altrettante punizioni negli ultimi 180 minuti) è solo la punta dell’iceberg, perchè il movimento non riesce nel ricambio generazionale e vede allontanarsi le big d’Europa che qualche anno fa erano anni luce più indietro. Per la successione di Abete si fanno tanti nomi, tra cui anche uno assai familiare alla Lega Pro: si tratta del Direttore Generale Francesco Ghirelli, inserito tra i papabili insieme a Carlo Tavecchio (Presidente Lega Nazionale Dilettanti), Luca Pancalli ed Andrea Abodi. Il favorito, comunque, resta Demetrio Albertini, attuale vice-Presidente della FIGC che aveva già annunciato le dimissioni alla conclusione del Mondiale, a causa di una situazione di stallo, in cui aveva ravvisato una scarsa volontà di rendere il nostro calcio più competitivo. Alla luce di questo ribaltone, Albertini potrebbe decidere di cogliere l’assist per assicurarsi la presidenza e maggiori poteri. Ed allora resterebbe libera la carica di vice-Presidente, a cui aveva puntato nelle ultime elezioni Claudio Lotito, sconfitto poi per un solo voto e costretto ad “accontentarsi” di un posto da Consigliere Federale. Sono quindi alte le percentuali di un passaggio del patron di Lazio e Salernitana alla poltrona di numero due della FIGC. Nelle prossime elezioni per la presidenza, basterà ottenere la maggioranza assoluta dei voti, visto che non c’è più il divieto di veto. Per chi prenderà il posto di Abete ci sarà tanto da lavorare: anche il Portogallo ha superato l’Italia nel ranking Uefa, non si trova un accordo sulla Riforma dei campionati e sul ritorno della Serie A a 18 squadre, sulla violenza negli stadi e gli episodi di razzismo nelle curve, sulle regole per valorizzare i vivai e sugli accordi per i diritti tv che fanno piovere miliardi sui top-team lasciano le briciole agli altri tornei professionistici. E chissà che non possa essere Lotito uno dei fautori di un rinnovamento che passa anche per una migliore distribuzione delle risorse. (Granatissimi.com)

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