Su Tuttosport di oggi ulteriori parole dell'intervista di Pavel Nedved a Deník Sport, che abbiamo anticipato ieri, ecco quanto riporta il quotidiano Torinese, oltre a quanto già detto riportato ieri: «Antonio ha dato le dimissioni perché non aveva le energie per continuare non per disaccordi con la dirigenza. Voleva già…
Su Tuttosport di oggi ulteriori parole dell'intervista di Pavel Nedved a Deník Sport, che abbiamo anticipato ieri, ecco quanto riporta il quotidiano Torinese, oltre a quanto già detto riportato ieri: «Antonio ha dato le dimissioni perché non aveva le energie per continuare non per disaccordi con la dirigenza. Voleva già dimettersi a maggio, ma avevamo parlato e si era convinto di pensarci durante le vacanze. Quando è tornato ha deciso che non voleva continuare. Niente - ha dichiarato - di quello che hanno detto i media sulle sue dimissioni è esatto, Conte era semplicemente stanco... La sua decisione ci ha sorpreso, anche se a fine stagione ce lo aveva già detto. Il mercato e le strategie - ha concluso - adesso non cambiano: non abbiamo intenzione di vendere nessun giocatore importante».
Ecco quanto aggiunge il quotidiano torinese oggi: «Devo ammettere che capisco perfettamente la sua decisione: il modo in cui lui svolge il suo lavoro è estenuante. Non trascura nessun dettaglio: da quando è in campo a quando studia i video a casa o quando spiega ai giocatori cosa vuole da loro o quando si riunisce con il suo staff. E’ un perfezionista maniacale, quindi è possibile che dopo tre stagioni a questo ritmo possa aver sentito la fatica. E’ una perdita gravissima per noi. Conte è un grandissimo allenatore e gli siamo grati per tutto quello che ha fatto. Ha svolto un eccellente lavoro e ci mancherà moltissimo. C’era il Mondiale e tutti aspettavano la fine. E questa è un’altra ragione per quale chi dice che le dimissioni di Conte sono dovute al mercato sbaglia. La nostra strategia è chiara: vogliamo tenere tutti i nostri migliori giocatori, si chiamino Vidal o Pogba. Non voglioamo vendere nessuno e in particolar modo Vidal. Certo, in caso di un’offerta particolarmente alta avremmo il dovere di pensarci, ma non vogliamo cedere i campioni. Vogliamo essere competitivi in Champions e le uniche cessioni erano giocatori che non facevano parte dei nostri piani»».
Allegri: «Abbiamo dovuto reagire molto rapidamente dopo le sue dimissioni.E’ stata durissima: eravamo dispiaciuti per la perdita, ma d’altra parte dovevamo portare a Torino Allegri. Non era facile trovare un allenatore in così poco tempo. I candidati erano due: Allegri e Mancini. Mancini aveva la possibilità di allenare la nazionale italiana e così abbiamo trovato l’accordo con Allegri che è un tecnico di qualità e un vincente».
Su Chiellini: «Ero furioso per la reazione di Chiellini, che si è comportato come un bambino mostrando il morso all’arbitro. Ne ho parlato con Marotta e ne parlerò con lui direttamente. Comunque Giorgio ha dimostrato la sua intelligenza parlando nei giorni successivi e chiedendo alla Fifa di accorciare la squalifica a Suarez. Che per altro è un grande giocatore: lo prenderei subito alla Juventus. Anzi lo stavamo per prendere due anni fa e io ero d’accordissimo: è un campione e basta». (TuttoJuve.com)
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