Un tiro da 25 metri a 101 chilometri all’ora. Un bolide da sigla tv. Carlos Tevez lascia un segno indelebile, il sigillo – probabilmente decisivo – sul nuovo scudetto bianconero. San Siro, vestito a festa, gli rende omaggio con un lungo applauso quando, a due minuti dal triplice fischio, Antonio…

Un tiro da 25 metri a 101 chilometri all’ora. Un bolide da sigla tv. Carlos Tevez lascia un segno indelebile, il sigillo – probabilmente decisivo – sul nuovo scudetto bianconero. San Siro, vestito a festa, gli rende omaggio con un lungo applauso quando, a due minuti dal triplice fischio, Antonio Conte gli regala la passerella finale richiamandolo in panchina. In piedi per l’Apache, standing ovation. Corteggiato a lungo da Adriano Galliani anche la scorsa estate, il bomber argentino in passato ha sfiorato più volte la maglia rossonera. “Mancava solo la firma” confermerà Carlitos in mix-zone nel post-partita. Il destino però ha scelto di scrivere un’altra storia. (IlVeroMilanista.it)

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