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Caos tamponi, ecco cosa rischia la Lazio in caso di Protocollo violato

Dal punto di vista penale il club bianoceleste sarebbe parte lesa dell’ufficio Taccone. Dal punto di vista sportivo fondamentale l’audizione del tesserato Pulcini con possibile deferimento e penalizzazione (da -1 a -3 punti in classifica) per responsabilità oggettiva

di redazionecittaceleste

AGGIORNAMENTO 18:00 – Questo pomeriggio, infatti, due sostituti procuratori, insieme al procuratore federale Giuseppe Chinè, collegato da remoto, hanno interrogato Ivo Pulcini, responsabile sanitario del club biancoceleste, e Fabio Rodia, ortopedico e coordinatore dello staff medico. Per conoscere l’esito dell’audizione, bisognerà però attendere ancora.

ROMA – Si difende, Lotito, sperando di poter presto passare al contrattacco contro il “complotto”. Rimane in silenzio sugli sviluppi dell’inchiesta d’Avellino, ma nel frattempo istruisce il tesserato, che potrebbe comportare la responsabilità oggettiva (e quindi sanzioni) della Lazio. Ora infatti conta solo l’eventuale violazione del protocollo sportivo. Conta quello che il responsabile sanitario Ivo Pulcini dirà oggi al procuratore federale Chiné nel tardo pomeriggio. E’ stata preparata una strategia, il dottore dovrà rispondere e argomentare soltanto se richiesto. Sarà accompagnato dall’avvocato biancoceleste Gentile all’interrogatorio: «Noi siamo serenissimi di aver fatto tutto nel rispetto delle regole e del protocollo. Abbiamo fatto comunicazioni alle Asl, circolari. Ci presenteremo con editti alla mano del Ministero».

NODI
Già, perché a via Campania vogliono vederci chiaro sui giocatori spariti o indisposti (Hoedt, Pereira, Vavro, Armini, Cataldi, Djavan Anderson, Escalante, Luiz Felipe e Luis Alberto, auto-dichiaratosi positivo sui social, dopo un tampone effettuato in privato) prima che esplodesse il caos tamponi con Immobile, Leiva e Strakosha. La Lazio infatti non ha mai comunicato ufficialmente (tranne quando costretta) i suoi casi di positività, ma aveva comunque l’obbligo di isolarli e soprattutto “denunciarli” all’ Asl per predisporne la quarantena di 10 giorni, secondo la norma riaggiornata. E’ vero che ci sono altri casi (Donnarumma e Hakimi, per esempio) in cui è stata interrotta ben prima, ma dopo test negativi e sopratutto di concerto con la stessa autorità sanitaria. Il procuratore Chiné vuole capire se Pulcini (terrorizzato dalla radiazione dall’albo dei medici) invece ha deciso da solo che alcuni positivi (secondo la Synlab e il Campus Biomedico, in tempi diversi) non fossero tali sulla base di un altro esame (della Futura Diagnostica). In quel caso scatterebbe il deferimento biancoceleste soprattutto per il famoso allenamento in gruppo (guarda caso fra le riserve) di martedì (prima dello Zenit) di Strakosha, Leiva e Immobile. Purtroppo resta comunque forte lo spauracchio (da -1 a -3 punti in classifica) di una penalizzazione.

Cittaceleste.it

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