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ESCLUSIVA – Bianchi: “Stiamo tutti a casa. Qui a Bergamo il virus sta distruggendo le nostre radici”

ESCLUSIVA – Bianchi: “Stiamo tutti a casa. Qui a Bergamo il virus sta distruggendo le nostre radici”

Ecco le parole dell’ex attaccante della Lazio, Rolando Bianchi, in esclusiva per Cittaceleste.it

di redazionecittaceleste

Di Valerio Marcangeli.

ROMA – Mentre il calcio è fermo e si interroga su come riemergere economicamente da questo momento di difficoltà targato Coronavirus, ci sta sfuggendo di mano che quello che conta di più è la salute. In diverse zone d’Italia alcune persone non riescono nemmeno ad avere una sepoltura degna. A tutti non sarà sfuggita l’immagine dei carri armati a Bergamo che portano vie le salme dalla città. Di questo, ma anche dell’argomento calcio, ne abbiamo parlato con l’ex attaccante della Lazio, Rolando Bianchi. Ecco come si è espresso quest’ultimo in esclusiva per Cittaceleste.it lanciando messaggi importanti per tutti, lui che l’emergenza la sta vivendo proprio nel territorio bergamasco.

LE PAROLE DI BIANCHI

Ciao Rolando, come procede la tua quarantena?

“Guarda io ho la fortuna di poter stare con gli animali, ho dei cavalli, quindi posso uscire grazie a loro avendo la casa in mezzo al verde. Resta il fatto che questa è una situazione surreale. Da bergamasco sto vivendo sul campo tutto ciò. Parecchie persone che conosco sono venute a mancare o magari sono rimaste contagiate. Spero che tutti gli italiani capiscano di stare in casa per salvare sì se stessi, ma anche gli altri. Secondo me bisognava capire fin da subito la situazione prendendola con le pinze. Siamo stati un po’ superficiali. Quando il virus entra in circolazione poi non lo fermi più, e qui, in tutta la Lombardia, e non solo, sta facendo una strage. Sta distruggendo le nostre fondamenta, le nostre radici”.

Tante polemiche negli ultimi giorni nel mondo del calcio. Iniziamo dal taglio stipendi: che ne pensi della richiesta dei club ai calciatori?

“Difficile rispondere ora vista la situazione critica. Io credo che tutti dobbiamo fare un passo verso l’altro. Per il resto però dico che qualche sacrificio non dovrebbero farlo solo i calciatori, ma anche i politici e tutti coloro che guadagnano parecchio. Se tutti decurtassimo qualcosa potremmo avere dei vantaggi a livello sanitario. Serve trovare un punto d’incontro perché è tosta per tutti. So che è difficile per giocatori lasciare degli stipendi perché non guadagnano tutti fior di milioni, c’è anche chi percepisce il giusto per sostenere la propria famiglia. Serve trovare un punto d’incontro”.

Invece sul rientro in campo? Lotito vorrebbe ricominciare già dalla prossima settimana, sei d’accordo?

“Basta vedere i numeri dei contagi per capire il da farsi. Questi ultimi stanno quadruplicando. Perciò è presto per ricominciare. Capisco la voglia di tornare in campo, ma 10-15 giorni in più o un mese cambiano a livello umano perché possono fermare anzitempo l’espandersi del Coronavirus. Io a Bergamo sto perdendo molte persone che conosco, aspettare non costa nulla”.

Altro dubbio…Chiusura normale del campionato o playoff?

“Io cancellerei le partite perse e ripartirei da quando finisce l’emergenza. Playoff solo Serie C, non Serie A. Non concluderei la stagione a luglio. Porterei a termine questa stagione prima possibile, anche per poter effettuare ritiri decenti in estate e ripartire quindi nella normalità la prossima stagione. Serve pazienza, la fretta è cattiva consigliera. Bisogna salvaguardare la salute dei calciatori”.

Dove può arrivare la Lazio in questa stagione, Coronavirus permettendo?

“Secondo me la Lazio sta facendo cose eccezionali. Dispone di una squadra straordinaria. La compagine di Inzaghi ha grandissime qualità e tanti grandissimi giocatori che stanno facendo cose importanti. I biancocelesti possono puntare a vincere lo scudetto. Vediamo come andrà questo finale di stagione”.

Infine un toccante messaggio per gli italiani…

“Dobbiamo stringere i denti. Non tutti riescono a capire in prima persona cosa stiamo vivendo noi qui. Vedere le bare portate via dai militari non è bello per nessuno, quindi spero che tutti capiscano e facciano qualcosa per far sì che si raggiunga l’equilibrio e si ritrovi la libertà di uscire, lavorare e vedere i nostri cari. Stiamo a casa, è semplice, non ci viene chiesto di andare in guerra, ma solo di stare a casa. Per favore rispettiamo le regole”.

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