Jordan Lukaku è figlio unico

Una storia di rivincite personali e di corse pazze sulla fascia

di redazionecittaceleste

di Leonardo Mazzeo

ROMA – Simone Inzaghi dovrebbe sapere cosa si prova: nella sua vita calcistica è stato spesso considerato il fratello di, senza riuscire a scrollarsi di dosso il nome di chi segnava a raffica e vinceva tanto. Poi si è seduto in panchina, da allenatore, e ha stupito tutti. Ora è Simone Inzaghi, non più il fratello di Pippo. La stessa cosa, in questa stagione, è successa a Jordan Lukaku.

IL PESO DI UN COGNOME

Romelu ha un anno in più e da diverse stagioni si è imposto come uno dei più grandi bomber a livello europeo. Ha mercato, lo cercano in tanti, ogni volta sembra sul punto di lasciare i Toffees e invece è ancora lì. Nella sessione di calciomercato dell’estate del 2016, qualche tifoso della Lazio sarà saltato sulla sedia nel leggere quel cognome. Per poi sedersi e dire sbuffando: ma è il fratello… Lo stesso Lukaku, in un’intervista rilasciata di recente, lo ha detto: “Quando sono arrivato venivo da un Europeo in cui non avevo giocato bene, dicevano di aver preso il Lukaku sbagliato. A me non ha mai fatto né caldo né freddo. A giudicare dalle ultime partite credo di averli fatti ricredere“. E Lukaku non ha convinto solo quel tifoso che si era alzato dalla sedia, ma anche la società.

LUKAKU

TERZINO SINISTRO? NO, GRAZIE

La Lazio sta cercando diversi giocatori sul mercato, per consegnare ad Inzaghi una rosa pronta. I biancocelesti devono ragionare anche al netto delle partenze. Ancora nessuna trattativa, però, è stata definita nei suoi elementi. Quello che sembra chiaro, comunque, in questi primi giorni di mercato, è che Tare si sta muovendo per cercare elementi nuovi in ogni reparto. Tranne che per il ruolo di terzino sinistro. Può giocarci Radu, all’occorrenza anche Lulic. E poi c’è Jordan. Dovendo collocare temporalmente l’affermazione dell’esterno belga, potremmo scegliere il derby di andata di Coppa Italia, quando Lukaku, con le sue galoppate sulla fascia, risultò una spina nel fianco per i giallorossi e mise in scena una prestazione straordinaria. Da lì, solo conferme. L’infortunio a Firenze è stato un brutto colpo per Inzaghi, che contava di averlo in finale contro la Juventus. Segno che credeva in lui. E, sicuramente, ci crede ancora.

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SCELTE, LAVORO E UN POSTO DA CONQUISTARE

Sempre nel corso dell’intervista richiamata in precedenza, Lukaku ha detto di aver scelto la Serie A perché “non c’è un altro posto in cui potrei migliorare tanto tatticamente quanto in questo campionato”. L’umiltà di un ragazzo che dice di prendere il calcio come un lavoro. E di lavoro ne ha fatto tanto, in questi mesi, per affermarsi in biancoceleste. Ma ancora non basta. Il posto da titolare è lì che lo aspetta, ma il ragazzo può e deve migliorare tanto, soprattutto in fase difensiva. Così, finalmente, non sarà più identificato come il fratello di Romelu, ma come uno dei terzini più bravi del nostro campionato. La strada è quella giusta, bisogna solo continuare a correre. E Lukaku sa farlo bene.

Cittaceleste.it

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