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Lazio, all’orizzonte c’è un tour de force: paura di cadere o voglia di volare?

Lazio, all’orizzonte c’è un tour de force: paura di cadere o voglia di volare?

7 partite in meno di un mese, questo il cammino che attende la Lazio alla ripresa del campionato

di redazionecittaceleste

Di Giovanni Manco

ROMA – È l’anno buono per la Champions, atto terzo. Ci risiamo, la squadra di Simone Inzaghi tenta ancora un volta la scalata verso un posto nell’Europa che conta, e anche stavolta sta dando la sensazione che l’obiettivo sia raggiungibile: il terzo posto in campionato, arrivato in virtù di un inanellamento di successi ottenuti col bel gioco, sono un motivo di speranza degno di nota. Ma anche negli anni passati, per lunghi tratti, si è avuta la sensazione di poter centrare l’obiettivo (senza dimenticare che due anni fa il sogno si è rotto in extremis).

E allora cosa deve fare, in più, la squadra di Simone Inzaghi? Semplice, non deve avere paura di cadere. La vertigine è voglia di volare cantava Jovanotti, ed è esattamente questo che deve fare la Lazio: sognare, osare, spiccare il volo. Il terzo posto attuale è confortante, ma non bisogna permettere alla paura di fermare il percorso. Dopo la sosta ci saranno la bellezza di sette partite in meno di un mese: quattro di campionato (contro Sassuolo, Udinese, Juventus e Cagliari); due di Europa League (contro Rennes e Cluj) ed una di Supercoppa italiana, ovviamente contro la Juve. Servirà coraggio, tanto coraggio. Magari guardare in alto anziché in basso – ed evitare l’effetto vertigine – per superare i propri limiti e dare un ulteriore accelerata ad un campionato che può davvero rivelarsi esaltante. In mezzo alla corsa Champions, ecco altre due sfide stimolanti: la possibilità – seppur minima – di qualificarsi alla fase a gironi d’Europa League e quella di poter alzare un altro trofeo. Tutto può succedere nel prossimo mese, la prerogativa è una sola: niente paura, avere voglia di volare. Proprio come farebbe l’aquila che orgogliosamente abbiamo affibbiata sul petto.

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