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Lazio, Biava: “Abbiamo regalato un sogno ai tifosi, saremo ricordati per sempre”

Ecco le dichiarazioni dell'ex difensore della Lazio, Giuseppe Biava

redazionecittaceleste

ROMA - C'era anche Giuseppe Biava tra gli eroi di quel 26 maggio 2013. Intervistato da Lazio Style Channel ecco come l'ex difensore ha parlato delle emozioni pre e post finale contro la Roma, ma anche di attualità: "Ricordo tutta la tensione della partita di sette anni fa, c’era grande tensione poi sfociata in una gioia incontenibile al triplice fischio. Mi sembra passato pochissimo tempo anche dalla semifinale di ritorno di quella Coppa: avevamo subito il pari a un passo dal 90’, nel recupero Floccari fece 2-1 e pochi istanti più tardi Marchisio ebbe la palla del 2-2 ma riuscimmo a conquistare quella storica finale".

"Avevamo rischiato grosso già alla prima partita, contro il Siena: pareggiammo anche lì a pochi secondo dal termine. A Torino, nella semifinale d’andata, invece, la Juventus ebbe molte occasioni ma riuscimmo a pareggiare 1-1 con Mauri, probabilmente con l’unico tiro in porta dell’intera gara. Carrizo era un ragazzo eccezionale, in biancoceleste non ha avuto molta fortuna ma con la sua prestazione contro il Siena ha messo la sua firma in calce sulla conquista del trofeo del 26 maggio 2013. Se abbiamo battuto la Roma in finale è anche merito suo".

"La tensione saliva giorno dopo giorno, sapevamo bene da tempo che ad attenderci nell’ultimo atto ci sarebbe stata la squadra giallorossa. Non fu una bella partita a vedersi, il confronto fu molto nervoso. Servì il ritiro a Norcia, staccandoci da Formello eravamo riusciti a confrontarci maggiormente sul campo. C’era tantissima tensione, si avvertiva nell’aria, il sostegno saliva sempre più. Eravamo convinti di poter far bene, i nostri volti erano carichi e concentrati, eravamo tutti sul pezzo. Chi non era sceso in campo sosteneva il compagno. Regalare un sogno ai nostri tifosi era la cosa che volevamo di più e per questo saremo ricordati per sempre.Con il pullman scoperto abbiamo percorso pochi metri ma fu necessario molto tempo, c’era tantissima gente intorno a noi. Non capita tutti gli anni di arrivare in finale e giocarsi il trofeo con l’altra squadra della città. Forse la nostra impresa è paragonabile solo alla conquista dello Scudetto del 1974".