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Lazio, Fares è l’ennesima scommessa vinta da Inzaghi

Mohamed Fares

Non è ancora al top della condizione, ma il terzino sta sfornando sempre ottime prestazioni e continua a crescere

redazionecittaceleste

ROMA - Un inizio in crescendo. E più gioca, più trova ritmo e condizione. Una delle più belle novità di questo avvio di stagione è proprio Mohamed Fares. Rimasto quasi recluso per diversi giorni a causa di un problema legato al mercato, l’algerino a piccoli ma significativi passi si sta facendo largo nella Lazio, con prestazioni convincenti e anche con giocate decisivi. L’assist no-look in rovesciata che riesce a fare all’interno dell’area per il secondo gol di Immobile ha fatto stropicciare gli occhi ai mille tifosi presenti all’Olimpico. Ma non è stato solo quel colpo a colpire, quanto il suo sacrificio in entrambe le fase offensiva e difensiva, con grande abnegazione. Per quello che si è visto nelle ultime due gare con Borussia Dortmund e Bologna, pare che giochi nella formazione biancoceleste da diverso tempo. E’ una scommessa di Inzaghi che, pur mancando ancora tante partite, probabilmente si appresterà a vincere a mani basse. La stessa sensazione che è riuscito a dare all’inizio l’anno scorso Lazzari di un giocatore nel posto e nella squadra giusta, la sta dando anche Momo, il suo soprannome.

TECNICA E VELOCITA’

Come per l’amico ai tempi della Spal e collega di reparto, anche Fares dà l’impressione di essere un esterno che fa della velocità e della tecnica le sue armi migliori. Una manna per il gioco biancoceleste. E’ stato chiamato per fare il vice di Lulic, ma le caratteristiche sono assai diverse. Il bosniaco è meno rapido, ma più esperto e bravo tatticamente, mentre l’algerino, oltre ad essere veloce, ha anche dei piedi ben educati. La sua importanza a livello tattico si è intuita nelle ultime due gare e forse non è proprio una coincidenza che Fares abbia giocato in entrambe novanta minuti. La sua affinità con Acerbi sulla fascia, poi, ha sorpreso anche lo staff tecnico, considerando che il centrale spesso si sovrappone e il movimento dell’algerino a coprire è sempre stato perfetto. Al momento, rispetto all’avvio di Lazzari di un anno fa, sembra non aver patito per nulla il salto da una piccola realtà come la Spal a una squadra che gioca la Champions e attorno alla quale ci sono tante pressioni. Pensare che fuori dal campo, Momo è un ragazzo timido e di poche parole, ma in campo si trasforma, sfoderando carattere e classe. La forte sensazione è che l’algerino non sia ancora al top della condizione e che potrebbe fare ancora di più. Per Lulic, quando rientrerà, non sarà affatto facile riconquistare un posto da titolare. Inzaghi non vede l’ora di avere problemi simili, anche perché a Bruges e per la sfida col Torino i problemi non mancheranno.

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