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Lazio, il nuovo Acerbi sogna la vendetta da ex

Lazio, il nuovo Acerbi sogna la vendetta da ex

Al Milan ha giocato solo 10 partite, adesso guida la difesa della Lazio per lo scudetto. Occhio al pericolo diffida

di redazionecittaceleste

ROMA – Al Diavolo il passato, il presente è radioso. Anche perché se avesse messo subito la testa a posto, forse Acerbi non sarebbe alla Lazio. Oggi è un altro uomo, la malattia lo ha forgiato. Lo ha sempre detto, al Milan è arrivato per il suo talento e poi l’ha sciupato. S’allenava male e aveva una vita sregolata fuori dal campo. Poi Francesco è caduto ed è rinato, non getterà mai al vento la seconda chance che la vita gli ha donato. Ormai più niente può riuscire a fermarlo. Il Coronavirus lo ha stoppato, ma il Leone durante il lockdown ha ruggito più di ogni altro per tornare a riprendere questo campionato. Figuriamoci se ora può essere un affaticamento a bloccarlo. Il 32enne punta il Milan da grande ex (appena 10 presenze) rimpianto. Con la Lazio non vede l’ora di rigiocarsi (2 apparizioni nel 2012) la Champions, con la Nazionale il prossimo europeo. Inutile però pensarci adesso: Francesco non s’accontenta, vuole tutto, persino lo scudetto. Crede al sogno, lo urla nello spogliatoio, domani sera lo farà vedere a tutto l’Olimpico. Inzaghi gli ha chiesto uno sforzo, un vero leader si vede nel momento del bisogno. Non molla mai, Acerbi, nemmeno di un centimetro. E’ pronto pure a lanciarsi in attacco.

PORTA
Non è certo un bomber. Eppure martedì aveva segnato di testa il suo terzo gol in stagione (e due assist) all’incrocio: gli è stato annullato per fuorigioco. All’andata aveva fatto un centro pazzesco da lontano, bis tolto dal palato al ritorno. Ha comunque contenuto sempre Belotti al centro, nel finale si è immolato su ogni tiro col corpo. Acerbi non era riuscito a fermare Ribery sabato scorso, nel turno infrasettimanale ha subito trovato il riscatto. Anche se non è riuscito a non far subire gol alla Lazio. Questo trend va invertito. Perché se è vero che i biancocelesti hanno centrato la sesta rimonta col Toro, non va bene andare sempre sotto. Sono cinque adesso (28 in totale) le reti incassate in tre match da Strakosha e da quella che, prima del lungo stop, era la miglior difesa di questo campionato. Per carità, le difficoltà sono giustificate da un infortunio dietro l’altro, ma Acerbi invoca più concentrazione lì dietro, nonostante l’ultima rete sia legata al rigore e, prima, a una sbavatura di Parolo.

DIFFIDA
Guai a commettere domani sera altri errori così col Diavolo. Non può permetterselo, la Lazio, visto che deve già fronteggiare un’emergenza senza precedenti in questo momento. Giocherà senza Immobile e Caicedo, entrambi squalificati per un giallo. Inzaghi ieri ha predicato calma ai suoi ragazzi perché altre diffide (oltre gli infortuni) sono col fiato sul collo. Ironia del destino, proprio Acerbi è uno di quelli a rischio, insieme a Cataldi e Lazzari, per il prossimo turno. L’ingenuità di Caicedo sulla trequarti non è andata giù a nessuno dello staff tecnico, non andrà mai più ripetuto un simile sbaglio. Specie con una rosa ormai ridotta all’osso. Domani risonanza per Adekanye e sopratutto Luiz Felipe in vista di un eventuale ritorno in gruppo per le sfide contro Lecce e Sassuolo. Il discorso tricolore è a un passaggio decisivo, ma ancora aperto.

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