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Liverani al CorSport: “Lecce, ti salverò. Lazio? Casa mia”

Liverani al CorSport: “Lecce, ti salverò. Lazio? Casa mia”

Fabio Liverani, tecnico del Lecce ed ex centrocampista della Lazio, ha rilasciato una lunga esclusiva ai microfoni del Corriere dello Sport

di redazionecittaceleste

ROMA – Fabio Liverani, tecnico del Lecce ed ex centrocampista della Lazio, ha rilasciato una lunga esclusiva ai microfoni del Corriere dello Sport. Eccone, di seguito, un estratto.

Sulla Lazio: “Sarà una partita diversa dalle altre per me. La Lazio è stata casa mia per cinque anni, dai 25 ai 30, nel momento più importante della mia carriera. Sono contento di aver giocato i questo top club. Ho tanti ricordi e tante persone nella mente, è bello tornare a casa”.

Sulla presunta fede romanista: “I primi due anni sono stati duri, ma sono stato affiancato ed aiutato da persone speciali. Dal terzo anno in poi le cose sono andate in crescendo, sapevo che la mia professionalità avrebbe avuto la meglio e con la piazza sono entrato in sintonia fino a chiudere da capitano”.

Su Inzaghi: “Non sono sorpreso, abbiamo fatto i corsi insieme e già quando allenava nei settori giovanili era maniacale. Il suo percorso era programmato, aspettava solo l’opportunità. Ora sta raccogliendo i frutti del suo lavoro”.

Sul Lecce: “Il primo incontro col Presidente non andò bene, non scattò la scintilla. Poi il giorno dopo di rivedemmo e parlando di tutto tranne che di calcio, lì è scattato qualcosa. È stato uno dei percorsi più belli ed insperati che potessi immaginare, dalla Lega Pro all’Olimpico contro la Lazio. Andamento? La media è quella dei famosi 40 punti, vogliamo chiudere il girone d’andata con 17/20 punti e poi vedere cosa offrirà il mercato. Gioco? La mia idea è quella di arrivare alla salvezza attraverso il gioco, non è vero che chi vuole giocare a calcio perde le partite. Il calcio è fatto di momenti, il Lecce non può dominare per 90 minuti ma può farlo per 10/20 minuti di partita. È una questione di momenti”.

Sulla partita: “La Lazio è una squadra forte, quando ci accendono quei 4/5 giocatori sono difficili da fermare. Non conosco tutta la rosa ma con quei 13/14 titolari sono inferiori solo alla Juventus, possono andare in Champions. Dovremo essere umili e cercare di contrastarli, dovremo essere bravi con la palla, tecnicamente”.

Sul paragone con Luis Alberto: “Sì, ma lui è più dinamico rispetto a me che ero più regista. Ha nelle sue corde l’ultimo passaggio, l’assist a San Siro è bellissimo ma nulla di che per uno come lui. La vera delizia, è stato il tocco che ha portato alla traversa di Immobile”.

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