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Lotito: “Giocatori della Lazio come cani da addestrare al combattimento”

Lotito: “Giocatori della Lazio come cani da addestrare al combattimento”

Queste le parole del numero uno biancoceleste a margine del progetto presentato all’Olimpico

di redazionecittaceleste

ROMA – Dagli spalti al campo, Lotito parla a 360 gradi di ciò che sta succedendo alla Lazio. La squadra non riesce ancora a risalire la china in campionato, a Bologna è arrivato un altro pareggio. Ma il numero è fiducioso per il futuro, presto arriveranno i risultati e – si spera – anche il quarto posto: “Alla Lazio serve la determinazione e la coscienza nei propri mezzi. Ci sono grandi potenzialità, ma i giocatori devono essere portati al combattimento. Non è un discorso di personalità. E’ come i cani, devono essere addestrati a combattere sino al novantesimo. Tutte le rappresentazioni mediatiche non vedono mai la Lazio, ai miei collaboratori dico che è un bene. Meglio essere dimenticati, così nessuno è preoccupato a ostacolarci. Quando uno vuole raggiungere un obiettivo, oltre alle potenzialità tecnico e sportive, deve avere quelle mentali. Determinazione, autostima, coscienza dei propri mezzi, umiltà. L’umiltà è fondamentale: se in un contesto ti rendi conto che l’avversario è più debole ma non lo traduci in risultato significa che hai sottovalutato il fatto, non hai messo in campo il sano agonismo, la sana determinazione, fondamentale per raggiungere gli obiettivi. Gli obiettivi si raggiungono con la qualità, ma anche con il convincimento che si raggiungano tutti insieme. Con lo spirito di gruppo, non con l’individualismo. Quando hai una squadra che lavora all’unisono, anche il magazziniere, anche il medico, la società, i tifosi. Voler raggiungere un obiettivo per dimostrare che uno è più forte degli altri non conta. Qui si vince tutti insieme, il risultato è di tutti. Pensate, l’errore di uno condiziona il lavoro di tutti”.

OBIETTIVO POSSIBILE

“Avere coscienza di sé stessi è fondamentale. Con tutto il rispetto, io forse ho una volontà completamente diversa di dimostrare le cose. Attraverso i fatti concreti, senza proclami. Ci sono delle squadre partite con delle logiche, poi però ci sono anche i fattori imponderabili, i pali, le traverse, gli episodi. Ma non è pensabile che se sei concentrato per raggiungere un obiettivo non lo raggiungi. A maggior ragione se hai le qualità per farlo. Con il mio carattere non capiterebbe mai. E’ una caratteristica che sta nel mio dna. Sono stato forgiato a fare questo. Bisogna allenare la mente e lo spirito, devi essere cosciente di cosa puoi fare. Certo, anche dei tuoi limiti. In una squadra di calcio è fondamentale. Ognuno è fondamentale per raggiungere l’obiettivo, non c’è uno che conta più degli altri. Dove non può il re può il fante, la vita funziona così. Se tutti agiscono all’unisono,  anche chi sta in panchina è determinante. Bisogna che la squadra acquisisca questa mentalità, mentalità vincente. Io lo dico sempre, la vita è un set di un film. C’è chi fa lo spettatore, chi la comparsa e chi il protagonista. E i protagonisti sono molto pochi. E’ un problema di dna. Devi forgiare le persone in quel modo, un po’ come quando si addestrano i cani, c’è quello da salotto, da passeggio e da combattimento. Fino a quando non fischia l’arbitro, tu devi essere da combattimento”.

Cittaceleste.it

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