Il Portogallo, l'Italia, la Russia, il suo passato, il suo futuro: Mauricio ha affrontato diversi temi nel corso di questa intervista

ROMA - A tutto Mauricio: il difensore biancoceleste si è raccontato ai microfoni del portale brasiliano LANCE!. Il brasiliano ha affrontato diversi temi, dal suo arrivo in Europa fino alla sua ultima esperienza allo Spartak Mosca, club con il quale ha vinto il campionato russo.

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Mauricio, sulla sua carriera, ha detto: "Vivo di sfide. Dall'addio al Palmeiras, per me ogni partita è un'opportunità e metto in campo tutta la mia voglia di vincere. Quando sono arrivato allo Sporting Lisbona, ho detto al presidente che mi avrebbe venduto a due volte il prezzo del mio acquisto. Poi sono andato a Lazio per il triplo del mio valore iniziale. Alla Lazio, sono arrivato e tre giorni dopo ho fatto il mio esordio a causa di un infortunio a De Vrij. Non sono uscito. E quando sono stato preso dallo Spartak, lo stesso direttore mi ha detto di volere la Champions League. E gli ho detto che stava facendo la giusta scommessa".

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Sul suo ambientamento in Russia, ha detto: "L'aspetto più difficile è stato quello di dover viaggiare per 12 ore, all'interno del Paese stesso, per giocare una partita della competizione nazionale. Arrivavamo lo stesso giorno del match ​​e giocavamo a una temperatura di 10 gradi sotto zero, con la neve. A parte questo, il mio adattamento allo stile di gioco russo non è stato difficile. Anche perché il mio allenatore era italiano (Carrera, ndr), e io venivo proprio dal campionato italiano".

Sulla differenza di preparazione fisica tra quello russo e gli altri campionati, ha detto: "La differenza nel numero delle partite ha due aspetti: uno positivo, perché si riduce il rischio di lesioni, e uno negativo, perché aumenta il rischio di perdere il ritmo di gioco. Per questo ho assunto un preparatore personale e ho fatto un lavoro extra per rimanere sempre al top fisicamente".

Sul suo futuro, ha detto: "Ho già parlato con Lazio e non ho intenzione di restare lì. Ho proposte provenienti da Spagna, dalla Turchia e anche dalla Russia: lì, dopo il titolo vinto, sono apprezzato".

Mauricio

Infine, su un suo possibile ritorno in Brasile, ha detto: "Il São Paulo mi ha cercato, ha bisogno di un difensore. Quando ho saputo dell'interesse del club sono stato contento. È un bel riconoscimento. Il Brasile è la mia casa e sarà sempre una possibilità per il mio futuro. Al momento lo seguo da lontano e lo guardo sempre. Un giorno tornerò. Tutto a suo tempo".

Lo stesso Mauricio, a Bate Bola, sulla sua esperienza alla Lazio ha dichiarato: "Il mio primo anno a Lazio è stato meraviglioso. Abbiamo raggiunto la finale di Coppa Italia, ci siamo qualificati per la Champions League e tutta la squadra è andata molto bene. L'anno successivo, invece, non siamo riusciti a giocare allo stesso livello, abbiamo subito diverse sconfitte e l'allenatore (Pioli, ndr) è stato esonerato. Il nuovo allenatore (Inzaghi, ndr) è arrivato e ha fatto le sue scelte. Da quel momento in poi non ho avuto più spazio, né opportunità".

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Cittaceleste.it

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