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Uno scudetto è pur sempre uno scudetto. Lazio, ora diventa ciò che sei

Uno scudetto è pur sempre uno scudetto. Lazio, ora diventa ciò che sei

Juventus campione d’Italia, ma il campionato della Lazio non è finito

di redazionecittaceleste
Notizie Lazio: la stagione

ROMA – Questo potrebbe essere un articolo visto e rivisto, noioso fino alla morte, che ripete le stesse quattro cosette che ci diciamo da nove anni a questa parte quando finisce il campionato. Ma possiamo provare ad aggiungerci qualcosa di diverso. E allora sì, complimenti alla Juventus per la vittoria dello scudetto: la squadra di Sarri, tra alti e bassi, ha avuto il merito di palesare maggiore freddezza – pur avvantaggiata dal nuovo format post Covid – nel momento topico della stagione. Lì dove non sono arrivate Lazio ed Inter – l’Atalanta nonostante il filotto partiva da dietro – è arrivata l’arcinota bramosia di trofei della Vecchia Signora. Uno scudetto vinto per inerzia è pur sempre uno scudetto: questo è quello che dovremo dire e dovremo dirci, nei giorni a seguire, a tutti coloro i quali andranno a rimproverare il sarrismo inespresso e la non continuità – rispetto allo storico – della Juventus. Vincere non è mai facile, e non esistono vittorie scontate, volente o nolente onore al merito.

E passiamo alla Lazio, che a Champions ottenuta sembra essersi scrollata di dosso le paure e le remore che si sono toccate con mano in questo strano mondo post lockdown. La vittoria contro il Cagliari ha sbloccato la Lazio, che contro il Verona torna addirittura a correre ed a giocare sul velluto, riecheggiando e rispolverando quel gioco verticale che tanto ha stupito nel corso di questo avvincente campionato. Lo scudetto non è arrivato, ed i più intelligenti capiranno che la storia non si scrive con i se e con i ma: solo Dio, per chi ci crede, sa cosa sarebbe successo senza pandemia e senza lockdown. O forse non lo sa nemmeno lui. Passiamo a quello che sappiamo tutti, invece.

Quello che sappiamo è che questa squadra merita come non mai il secondo posto in campionato: per continuità, per gioco espresso, per predestinazione, per quella strana magia creatasi intorno alla squadra nei mesi addietro. È tutto nello sguardo stanco di Inzaghi dopo Lazio-Cagliari, uno sguardo caricato di quattro anni di tentativi. E pure Immobile merita il suo riconoscimento, anzi più di uno: il titolo di capocannoniere, la scarpa d’oro, il record di Higuain. Perché questa Lazio merita tutta la bellezza del mondo, bella com’è. Nonostante il Covid, nonostante la Juve. Non è finita: ancora due partite per rendere grande una stagione, che grande già è. E che tutto questo sia l’auspicio per un futuro tra i grandi, e non solo un unicum. Un secondo posto oggi, per lottare per lo scudetto – ancora – domani.

Per citare Nietszche: Lazio, è il momento di diventare ciò che sei.

Di Giovanni Manco

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