Le parole del tecnico, intervenuto ai microfoni ufficiali del club biancoceleste dopo la partita vinta oggi dalla Lazio Women contro il Parma

- Roma

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Termina 1-3 il match di Serie A Women tra Parma e Lazio, una vittoria che consente alle calciatrici di mister Grassadonia di posizionarsi al quarto posto in classifica. Al termine della sfida, proprio il tecnico della Lazio Women è intervenuto ai microfoni ufficiali del club biancoceleste per commentare la prestazione contro le ducali. Di seguito le sue parole:

Grassadonia

"Queste ragazze hanno risposto presente, sono state settimane difficili. E' vergognoso quello che è uscito questa settimana. Anche qualche articolo che diceva che la Lazio se non avesse giunto la Champions sarebbe stato un fallimento. Questa è una squadra che due anni fa era in Serie B, l'anno scorso ha fatto un signor campionato, oggi siamo quarti in classifica a ridosso di corazzate. Ci sono squadre che sono sotto di noi, che spendono tanto di più rispetto a noi. L'ho detto nel pre-gara: ci sono momenti positivi e negativi. Sicuramente la sconfitta di Milano ha lasciato qualche scoria, l'abbiamo pagata clamorosamente col Sassuolo ma questa squadra sta facendo e ha fatto tanto di più rispetto a quello che potesse fare.

Questo grazie a un gruppo di giocatrici importanti che ha sempre buttato il cuore oltre l'ostacolo, oltre a una grandissima professionalità. Quindi sono contento principalmente per loro. Parlare, come ho letto, che la Lazio se non arrivasse in Champions League sarebbe un fallimento vuol dire essere ridicoli. Quest'anno abbiamo avuto mille difficoltà, una rosa non profonda, tanti infortuni. Oggi ha vinto il gruppo, ha vinto una squadra che è venuta qui, sono venuti anche gli infortunati a seguire la squadra perché ci tenevano. Abbiamo giocato con Monnecchi prima punta, perché non avevamo attaccanti, perché Karczewska non stava benissimo. Tante assenze, è la vittoria di un gruppo che lavora bene, sano, pulito e che ci tiene tanto alla Lazio.

Conta lo spirito, conta quello che metti dentro al campo. Conta chiacchierare poco, non contano i nomi. Conta quello che dai, e questa è la risposta più bella che la squadra potesse dare. Abbiamo riagguantato il quarto posto, che è un risultato, per quelle che sono le prospettive, magnifico. Adesso dobbiamo continuare, perché non è ancora finito il campionato. Ma è stata una vittoria che vale molto di più dei tre punti. Questa è una squadra che non ha mai lasciato nulla a caso. Siamo consapevoli, ci assumiamo, io in primis, la responsabilità del tonfo con il Sassuolo, ma ci può stare. Ma questa squadra è ripartita subito: oggi non era facile venire qui, andare svantaggio, ma riavere la forza di pareggiarla, poi di soffrire, poi di vincerla. Abbiamo cambiato struttura, abbiamo cambiato giocatrici in un ruolo non proprio. Complimenti a loro. Adesso si guarda avanti nel finire al massimo questa stagione. Poi vedremo dove saremo arrivati.

Zanoli titolare e Oliviero a destra? É andata a sinistra e ha fatto il gol col destro, Monnecchi prima punta. Mettersi in discussione Zanoli sapevamo che veniva da un anno di inattività. Le abbiamo fatto fare un minutaggio minore nelle settimane precedenti. Adesso ha giocato 60minuti. Vorrei citare tutte, anche chi da infortunata è venuta qui per fare vicino alla squadra. Questi sono segnali di chi ci tiene alla Lazio e di chi sa che in questo gruppo ha lavorato dieci mesi in maniera molto seria e responsabile.

Quanto serve per arrivare stabilmente a consolidare questa posizione e magari insidiare qualcuno? Innanzitutto serenità. Si è giocato tanto in maniera poco seria anche su quella che è la mia posizione. Si è parlato di un mio volere andare via, si è parlato di un fallimento se la Lazio non arrivasse in Champions League. Cattiveria gratuita. Cosa manca? Manca alzare la ficella, avere una rosa più profonda. Ci saranno sicuramente delle partenze. Valuteremo se reazzerare tutto e ripartire completamente da capo per aprire un nuovo ciclo, magari ripartire da qualcuna.

Ci sono tantissime giocatrici che sono a scadenza. Ma quello che conta al di là del nome e del cognome, servono giocatrici che vengano con entusiasmo, che restino con entusiasmo, con la voglia di condividere, di soffrire, di lottare per quella che è la storia della Lazio. Tra un po' faremo il punto della situazione, vedremo la società che idea avrà, se vorrà continuare in questo caso con me o cambiare strategia. Se dovessi rimanere io penso di avere delle idee molto chiare su quello che ci sarebbe da fare. Ma alla Lazio si resta perché si è convinti di restare, perché è una società importante. Abbiamo una società che ci segue con grande attenzione, che non ci fa mancare nulla. Quindi bisogna restare convinti di sposare un progetto magari completamente nuovo.

Io mi rendo conto che alla squadra abbiamo chiesto tanto, forse di più, abbiamo alzato forse troppo l'articella. Forse se non siamo arrivati lì è perché, anche se la matematica non ci condanna, è perché magari non eravamo pronti. Però siamo andati sempre alla ricerca di nuovi stimoli, di una crescita costante di queste giocatrici. Questo quarto posto va mantenuto, va conservato per far capire anche a chi verrà che la Lazio è stata protagonista in questi due anni e vorrà esserlo ancora di più nel futuro".

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