cittaceleste nazionale Italia, Abodi a La Gazzetta: “Gara di martedì? Giocheremo in uno stadio ostile, ma…”

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Italia, Abodi a La Gazzetta: “Gara di martedì? Giocheremo in uno stadio ostile, ma…”

Andrea Abodi
Le parole di Andrea Abodi in un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport: il suo pensiero sulla gara tra Bosnia e Italia del 31 marzo
Lorenzo Focolari Redattore 

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In un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello SportAndrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, ha parlato della situazione nella quale attualmente versa l'Italia di mister Gattuso, della partita che hanno svolto gli azzurri lo scorso giovedì contro l'Irlanda del Nord e del prossimo appuntamento contro la Bosnia, fissato a martedì 31 marzo. Di seguito l'intervista completa:

Che partita è stata? 

"Un primo tempo di tensione e di qualche comprensibile preoccupazione, all’intervallo deve esserci stato qualche messaggio inequivocabile di Gattuso e una volta tornata in campo la Nazionale si è lasciata andare e ha tirato fuori il meglio. Merito anche di qualche cambio che sicuramente ci ha agevolato: chi è entrato ha dato un po’ di sana freschezza della quale c’è bisogno sempre, tanto più in queste circostanze. E ce ne sarà bisogno naturalmente anche martedì".

Ecco, martedì. Che gara si aspetta? 

"Credo ci siano tutte le condizioni, non soltanto per valori tecnici ma anche per gli aspetti psicologici, per far bene. Certo, giocheremo in uno stadio ostile, come è normale che sia, ma la presenza dei tifosi italiani sarà certamente appassionata e rumorosa. E milioni di cuori batteranno forte dall’Italia e sono certo che i ragazzi li sentiranno bene".

È una squadra pronta, nonostante il famoso mancato stage? 

"Ormai c’è poco da imparare, c’è soltanto da recuperare le energie più profonde e i più profondi sentimenti, che poi fanno la differenza. Dovremo dare tutto e il materiale umano che abbiamo è migliore di quanto possiamo immaginare. Il risultato finale non può che essere uno: l’Italia il 12 giugno in Canada".

Chi l’ha sorpresa a Bergamo?

"Sorpreso nessuno, ma Kean ha quel passo in più. Si vede che ha fame, che ha voglia. Abbiamo bisogno di ragazzi educati, ma anche sfacciati e appassionati. Lui incarna bene le due cose, così come Pio Esposito e qualcun altro".

Che idea si è fatto del video dell’esultanza degli azzurri alla qualificazione della Bosnia? 

"Non mi sembra ci sia stato un entusiasmo smodato, non so neanche che cosa abbiano pensato in quel momento. Non capisco perché sia stato dato eccessivo significato a quell’esultanza, parliamo di ragazzi che avevano appena finito la partita, non mi sembra ci sia niente di censurabile né di provocatorio. Cerchiamo di andare oltre, abbiamo già tante cose oggettivamente complicate, questa è una polemica che non ha senso".

Il gruppo di Gattuso è molto unito, lo dimostrano gli infortunati che hanno raggiunto la squadra. Si intravede qualcosa dell’Italia del 2021 di Mancini?

"Quel cuore c’è, quindi grande merito a Rino e a tutto lo staff che comprende anche figure che hanno fatto la storia del nostro calcio. E questo non è un fattore secondario, senza nulla togliere a chi c’è stato prima. Si può ricreare quel clima, ma quel clima si è determinato con una persona in più. E io mi auguro che Luca possa metterci qualcosa di suo, da lassù".

Sarà a Zenica? 

"Martedì mattina a Rozzano abbiamo l’evento per il 25º Anniversario del Servizio Civile Universale, una delle cose più importanti del mio mandato da ministro, e mercoledì mattina a Roma verrà assegnato il titolo di Città italiana dei giovani, altro appuntamento al quale non posso e non voglio mancare. D’altro canto, non posso cavarmela dicendo che farò il tifo da lontano, voglio essere a posto con la mia coscienza e soprattutto voglio essere lì a tifare Italia".