L'ex capo delegazione della Nazionale ha espresso il suo parere sul momento degli Azzurri, con la bocciatura di Pirlo e la scelta su Mancini
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In un'intervista alla Gazzetta dello Sport l'ex dirigente e leggenda della Nazionale italiana, Gianluigi Buffon, ha commentato il momento a dir poco tumultuoso vissuto dagli Azzurri nell'ultimo periodo. Di seguito le sue parole.
"Scuse di Mancini sufficienti? Devono rispondere gli italiani e i giocatori. Dall'anticipazione di Malagò sul messaggio di Donnarumma mi pare di capire ci sia condivisione, bene così. Secondo me alla fine Mancini è una scelta tecnicamente giusta, ha dimostrato un gioco funzionale a un progetto. Se fossi Psg, Bayern, Real, Juve o un'altra big, lo prenderei in considerazione.
Pirlo? Sono contento che Andrea si sia evitato un percorso così impervio visto che le premesse non erano delle migliori. Il discorso sito russo è stato un tentativo politico, goffo e mal riuscito per etichettarlo come 'impresentabile'. Nonostante queste cose spiacevoli, rimango fortemente convinto del fatto che bisogna amare l’Italia con la passione dell’esule in patria.
Avrei potuto esserci anche io? Parlare con Maldini e Leonardo è stato bello. Mi avevano proposto un ruolo da dirigente delle nazionali, coordinamento tra la A e le Under. Il loro entusiasmo mi ha fatto vacillare, ma sono rimasto della mia idea: dal 1991 a oggi non mi sono permesso più di venti giorni di sabbatico. Ora è il momento di dedicarsi a chi si è dedicato a me: moglie, figli, genitori. Ho bisogno di ricaricarmi".
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