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Terminata la trentesima giornata di Serie A, il campionato lascia spazio alla sosta per le Nazionali. L'Italia di Gennaro Gattuso si è radunata a Coverciano nella serata di ieri ed oggi sono arrivare le prime parole del commissario tecnico in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni in vista del match contro l'Irlanda del Nord:
Pensava e sperava di arrivare meglio a questo momento?
"No, io pensavo di arrivare alla partita. Nessun alibi, se non è stato fatto ciò che dovevamo fare vuol dire che non c'era spazio. Dobbiamo pensare solo alla gara di giovedì, gli infortuni li hanno anche gli altri. Dobbiamo scegliere i giocatori che stanno meglio e giocare al meglio. Io e il mio staff abbiamo lavorato tanto e fatto tutto ciò che dovevamo, ora sta a noi. Testa alla partita di giovedì e non bisogna pensare ad altro, nemmeno a ciò che abbiamo vinto in passato. Testa solo alla partita di giovedì".
Come sta Bastoni?
"Sapete tutti il problema che ha avuto. Da ieri mattina è a Coverciano, sta facendo le cure. Deve lavorare e curarsi bene, speriamo di averlo a disposizione. Lo ringraziamo per la grande disponibilità mostrata".
Cosa può dirci delle cene?
"Non le abbiamo fatte con lavagne e pennarelli per parlare di tattica. Io dal primo giorno ho provato a creare un rapporto coi giocatori. So che mi chiederete di Bernardeschi, Zaniolo, Orsolini, anche se quest'ultimo recentemente c'era... Ho cercato di creare un gruppo. Spero con tutto il cuore di provare a raggiungere un obiettivo, per come si sta comportando questo gruppo ci meritiamo una gioia. Indossare la maglia azzurra è difficile in questo periodo, non abbiamo preso parte agli ultimi due Mondiali. Dobbiamo stare bene insieme e preparare le partite sapendo che ci sono delle difficoltà. Contro la Norvegia siamo andati in tilt alla prima difficoltà e io ho lavorato soprattutto su questo".
Hai ricreato una mentalità.
"Io credo che questa roba qui sia stata sfangata. Da quando sono arrivato a oggi vedo grandissimo attaccamento, lo tocco con mano. Poi sulle scelte dipende dalle condizioni fisiche, non possiamo rischiare di perdere un giocatore dopo 5-6 minuti. C'è uno staff medico molto preparato, sicuramente le scelte le faremo in maniera corretta".
Come stanno Mancini, Tonali e Scamacca? Cosa chiede ai giocatori?
"Scamacca ha un problema all'adduttore, lo valutiamo giorno dopo giorno. Bastoni uguale. Tonali oggi farà un lavoro a basso carico e domani speriamo di averlo a disposizione. Per Mancini è un affaticamento, nessun problema. Calafiori ieri ha sentito un dolorino ma pensiamo di riaverlo. Chiesa ieri s'è presentato alla convocazione, aveva piccoli problemi fisici e abbiamo deciso di non farlo rimanere. Dobbiamo arrivare a questa partita con grande voglia, dobbiamo essere lucidi e annusare il pericolo. In questo momento il nostro difetto è che a volte facciamo fatica ad annusare il pericolo. Rispetto per l'avversario, corrono tantissimo. A livello qualitativo non è una grande squadra ma hanno cuore e sui piazzati fanno paura".
Raspadori in gruppo e Zaniolo assente, lo spiega col discorso del gruppo fatto in precedenza?
"Sì, l'ho detto prima. Spero di andare al Mondiale, avevo voglia di affrontare queste due partite con le mie sicurezze, le mie certezze. L'ho pensata così. Sono consapevole che giocatori come Zaniolo hanno fatto benissimo, ma le scelte sono state fatte in buonafede. Non volevo perdere tempo a spiegare come si sta insieme, ho grande fiducia nei giocatori che ho chiamato".
Preoccupato dalla condizione degli interisti?
"Di Dimarco fino a poco fa si diceva che è il migliore nel suo ruolo. Da giocatori come Barella la gente si aspetta sempre il massimo, mi aspetto sempre intensità e voglia. Lo sento tutti i giorni, ha dimostrato in questi anni di essere un giocatore importante e quando gioca al di sotto delle sue possibilità viene massacrato. Noi facciamo ciò che dobbiamo fare con grande serenità, tutti sanno cosa ci andiamo a giocare. Preparare, non soffocare i giocatori. I nostri sono giocatori che hanno vinto tanto, hanno giocato finali di Champions. Abbiamo giocatori, non sono scappati di casa... Abbiamo qualità e giocatori abituati a queste partite, dobbiamo arrivare al match con grande serenità".
L'incoscienza dei giovani può essere un fattore? Il riferimento è a Pio Esposito e a Palestra...
"Se uno è forte è forte, poi è normale che bisogna anche valutare il tipo di partita. Per me è importante chi parte dall'inizio e chi entra dalla panchina".
Tornate a Bergamo...
"Lo stadio l'ho scelto io, ero lì per la mia prima partita da CT e hanno creato un grande clima anche quando all'intervallo eravamo sullo 0-0. Speriamo di creare un catino e di non aver toppato".
Come arrivi a questa gara?
"Mi sono allenato, non nego che in questi mesi ho lavorato per arrivare in queste condizioni qui. È innegabile che la tensione c'è, però dobbiamo essere bravi a trasmettere grande positività. L'obiettivo è giovedì, il passato è passato. Abbiamo una grande occasione, speriamo di raggiungerla. Noi su 300 gare disputate in Serie A ne abbiamo viste 259, 15 di Coppa Italia, tre di Supercoppa e tutte quelle viste all'estero. È stato un lavoro faticoso, ma divertente. Siamo stati sempre presenti e grazie anche alla Federazione che ci ha permesso di visionare 380 gare dal vivo".
Cosa possiamo imparare dagli altri sport italiani che ci stanno dando grandi soddisfazioni?
"Io quando l'Italia vince sono sempre orgoglioso. Da parte mia non c'è gelosia, ma orgoglio e ammirazione. Sono cicli".
In Serie A si segna poco, mentre in Nazionale i centravanti segnano di più.
"Dipende da come si gioca in Italia, in Serie A si difende diversamente. All'estero si vede qualcosa di diverso rispetto al nostro campionato".
Come ha ritrovato Locatelli?
"Sta facendo molto bene, lui personalmente ma anche la Juventus. Spalletti sta facendo un grandissimo lavoro. Locatelli è cresciuto, sta giocando con grandi qualità fisiche e tecniche, poi sbagliare un rigore ci sta. Sono contento, è un giocatore che s'è ritrovato e ha molta fiducia. Può darci una grandissima mano".
Perché Chiesa a differenza di altri è andato via?
"Perché non sono tutti uguali. Le teste dei giocatori non sono tutte uguali. Quando sento che ha dei problemi, che è titubante, devo fare delle scelte. Non se la sentiva, è tornato a casa e io devo accettarlo. Nella vita al di là di una partita i rapporti sono importanti, da quando faccio questo mestiere non avendo grande conoscenza a livello medico ho capito che dopo un po' non puoi insistere. Non insisto, faccio capire, ma quando uno decide di voler tornare a casa è giusto che torni a casa".
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