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Ulivieri: “Credo che per la Nazionale ci voglia un allenatore italiano”

Renzo Ulivieri
Le parole di Renzo Ulivieri, intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1: il suo pensiero sul momento del calcio italiano
Lorenzo Focolari Redattore 

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Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio, è intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 per offrire il proprio parere riguardo all'attuale momento che sta vivendo il calcio italiano. Di seguito le sue parole:

"Bisogna cambiare il sistema radicalmente? Probabilmente no. C'è da studiarci sopra e affrontare i problemi principali che ha il nostro calcio, dal punto di vista del talento. Noi come allenatori abbiamo avuto una storia importante. Anche in questo campionato del mondo abbiamo Ancelotti, Montella e Cannavaro. Ci dispiace che non ci sia Gattuso. Allenatore straniero? Mi è stata messa addosso anche questa, mai detto. Credo che per la Nazionale ci voglia un allenatore italiano. Abbiamo avuto Bearzot, Lippi. La nostra è una Nazionale che ogni 25 anni vince. Sia nel 1982 sia nel 2006 abbiamo avuto la fortuna di trovare calciatori al massimo della condizione e al tempo stesso campioni.

Abbiamo le nazionali giovanili maschili e femminili che vincono, che giocano bene, che fanno risultati. La criticità sta nel passaggio da queste categorie alle prime squadre di Serie A. Questi giovani, per mille motivi, non riescono a fare questo passaggio. Sarà colpa degli allenatori che devono vincere in ogni modo o delle società, però il momento critico è questo. Bisognerà trovare una soluzione. Numero minimo di italiani in campo? Non si può fare. A noi ci garberebbe, ci sembrerebbe una strada, ma è impercorribile. Vorrebbe dire limitare gli stranieri. Bisogna fare tutte quelle cose che sono possibili in base ai regolamenti dell'UEFA e della FIFA, altrimenti si va fuori dai campionati.

Sulle proprietà straniere potremmo vedere di fare qualcosa, ma qui diventano norme anche governative. Ad esempio, almeno il 50% delle proprietà rimanga italiano. Proprietà straniere hanno a meno cuore la maglia azzurra? Probabilmente sì. Appena arrivano, non hanno interesse di questo genere. Poi ci sono casi e casi: penso a Rocco Commisso un innamorato del calcio italiano. Ma di queste proprietà straniere si conosce pochissimo. Per chi voteremo? A oggi dico per nessuno: non ci sono candidati, deve cominciare la campagna elettorale di chi si vuole candidare. Noi e l'Assocalciatori siamo in attesa. Malagò andrebbe bene? Ci vanno bene tutti, vorremmo vedere il programma".