Le parole del tecnico rossoblù, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara contro la Lazio: il suo pensiero sul match di domani

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La Lazio è pronta ad affrontare il Bologna di Domenico Tedesco. La sfida contro i biancocelesti, in particolare, segnerà l'esordio del tecnico rossoblù nel campionato italiano. Alla vigilia della gara, Tedesco ha parlato in conferenza stampa, soffermandosi su diversi temi, dal calciomercato al tipo di gara che si aspetta contro la squadra di Gennaro Gattuso. Di seguito una parte delle sue dichiarazioni:

"Domani si vedrà se è un Bologna vicino alla mia idea di calcio. Siamo nuovi e abbiamo cambiato qualcosina, non è lo stesso calcio con gli stessi principi e quindi inevitabilmente bisogna adattarsi. Ma è un processo che non finisce con il precampionato. La pressione più grande è quella che ci facciamo noi stessi. Gli errori li cerco da solo, inizio sempre da me stesso: da come ho preparato gli allenamenti e da come ho studiato la squadra avversaria.

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Il mercato non è chiuso e dobbiamo rimanere con gli occhi apertissimi perché ancora manca qualcosina. La mia idea di gioco è di vincere le partite. Non giochiamo a calcio per palleggiare o per far vedere che sappiamo costruire dal basso. Dobbiamo avere un dna e un'identità che deve essere questa. Il mio play deve essere coraggioso ad aggredire alto, pressare, ma anche a palleggiare e dare una mano in costruzione. È un ruolo molto complesso.

Ho visto la gara di Coppa Italia della Lazio e le amichevoli precampionato. Sono troppo distante per giudicare l'ambiente, ma sarebbe una follia sottovalutarli. Ci aspettiamo un avversario molto forte. Sono molto tranquillo. Vedo la squadra tutti i giorni e l'ho analizzata day by day. Sono fiducioso. Quando arrivo in un posto nuovo ho bisogno di sentire l'importanza del club per la gente e questo carico si trasferisce su di me. Quando sono in centro a Bologna e la gente mi ferma sento l'affetto per questo club. Daremo il 110% per fare bene. Capitano? Il primo sarà Lorenzo De Silvestri, il secondo Riccardo Orsolini e il terzo Lewis Ferguson".

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