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Brambati: “Per la Lazio contro i nerazzurri sarà fondamentale”

Lazio-Roma

Le parole dell’ex calciatore, oggi procuratore, sulla prossima sfida dei biancocelesti con un cenno sul Pallone d’Oro

redazionecittaceleste

Nel pomeriggio odierno, è intervenuto ai microfoni di TMW Radio, durante Maracanà, l'ex calciatore e procuratore Massimo Brambati. Di seguito le sue parole.

Sulla sfida contro i nerazzurri

Penso che Beppe Marotta abbia ragione, non si dimostra parità di trattamento. Non si possono spostare le partite solo per far rientrare in tempo i Nazionali dai rispettivi impegni. È già successo in passato con il match dei bianconeri contro il Napoli: la squadra di Allegri fu costretta a rinunciare a diversi titolari all’epoca. Però nessuno si lamentò. In ogni caso penso che la partita di sabato possa essere un incrocio pericoloso soprattutto per quanto riguarda la Lazio. La partita di Bologna è stata un brutto stop e adesso ci sarà un test fondamentale per valutare la crescita della squadra biancoceleste. Allo stesso modo del derby, penso si tratti di una partita di fondamentale importanza per far crescere i biancocelesti. Mi piacerebbe riuscire a capire a che punto del percorso si trovi la Lazio in questo momento.

 Lazio-Lokomotiv Mosca

Per quanto riguarda i nerazzurri, non rifarei l’errore commesso da Allegri contro il Napoli. Il tecnico bianconero lasciò tutti i sudamericani a casa, non convocò nessuno. Fosse stato per me, li avrei portati tutti e poi avrei parlato singolarmente con ognuno di loro per capire le condizioni e valutare chi schierare e chi no. Penso che anche solo la presenza con la squadra possa avere un significato simbolico per l’intera rosa”.

Sul prossimo Pallone d’Oro

Se è un premio assegnato in base al comportamento tenuto in campo, allora lo darei a Kjaer. Però il trofeo si dà per motivazioni tecniche. E, di conseguenza, dipendesse da me lo darei a Donnarumma, in quanto l’Italia ha vinto grazie a lui. È un portiere top. Poi, per la carriera, lo darei a Chiellini: è anche grazie a lui e al suo temperamento se gli Azzurri sono diventati campioni d’Europa. È l’ultimo vero difensore in circolazione”.