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Buso e Agostinelli: “Lazio al momento incompiuta, serve continuità“

Venezia-Lazio

Le parole dei due ex calciatori biancocelesti, intervenuti per un bilancio sulla squadra di Sarri con metà della stagione ormai alle spalle

redazionecittaceleste

La Lazio è ufficialmente in vacanza e ci rimarrà fino al 30 dicembre, quando a Formello si riprenderà a lavorare in vista della gara con l’Empoli. Il girone di andata si è concluso e, di conseguenza, è ovviamente il tempo di fare i primi bilanci. Spunti non mancano, sia dal punto di vista del gioco che da quello ambientale, considerando anche la particolare situazione di FrancescoAcerbi. Proprio per dare un giudizio su questa prima parte di stagione e per parlare anche della situazione del Leone, sono arrivati i pareri di due ex biancocelesti. Ai microfoni di TMW Radio durante Maracanà, infatti, sono intervenuti Renato Buso e Andrea Agostinelli. Di seguito le loro parole.

 Sarri e Acerbi

Così Renato Buso: “Inzaghi è andato ai nerazzurri e ha portato le sue modifiche, ma ha trovato già un assetto chiaro. Sarri invece gioca a 4: già questa cosa basta per fare la differenza. Si può vedere come Di Francesco al Verona non abbia inciso mentre Tudor, che proviene dalla scuola di Gasperini, sta facendo bene. Servirà tempo per la Lazio, al momento è incompiuta. Alterna belle partite ad altre in cui si perde in modo importante. Le potenzialità sono enormi ma non so se Sarri riuscirà a lasciare sua impronta già quest’anno. La rivoluzione in atto coinvolge anche la mentalità”.

Questo, invece, il pensiero di Andrea Agostinelli: “Ho visto segnali positivi. Adesso però la Lazio dovrà avere continuità di rendimento. I goal presi sono troppi e in alcune gare si è fatta fatica e sono arrivate delusioni. La squadra ora è in miglioramento, ma penso che per i quarto posto rimanga ancora dura. Sulla questione Acerbi? Lui è un gran professionista e un gran calciatore, quindi spero possa sistemare la situazione con i tifosi. Credo abbia sempre dimostrato grande professionalità, poi un momento di nervosismo può succedere ma deve riconciliarsi con il pubblico”.