In esclusiva a Cittaceleste TV, l'ex presidente della Lazio Sergio Cragnotti ha parlato del momento della squadra e della protesta dei tifosi
Il metodo Gattuso dietro il capolavoro Lazio - VIDEO
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Sergio Cragnotti, ex presidente della Lazio, nella giornata di ieri è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste TV al termine della sfida contro il Cagliari per parlare della prestazione offerta dalla squadra biancoceleste, dei risultati ottenuti fino ad oggi in campionato e anche della protesta dei tifosi nei confronti della società. Di seguito le sue dichiarazioni:
"Come mai mi faccio vedere ogni tanto all’Olimpico? C'è un mio amico che vuole andare allo stadio e quindi mi prega dicendomi “andiamo, andiamo, andiamo”. Qualche volta, poi, mi fa piacere vedere particolari partite interessanti che hanno un significato, come quella di oggi che aveva un grosso significato, ossia la testa della classifica, e volevo esserci. Ho visto una buona partita, anche se la Cagliari è una formazione tosta, giocava soprattutto a centrocampo e in difesa: si è vista poco in attacco. La Lazio non ha fatto una grande partita, mi è piaciuta di più con il Milan, dove è stata più veloce. La squadra oggi andava un po’ più lenta. Però loro ci stanno mettendo tanto del loro carattere. Credo che stiano vivendo un momento di sfida contro tutti e contro tutto insieme al suo allenatore, che sta facendo un grande lavoro.
Se questa Lazio può arrivare in Champions? Io credo che i ragazzi siano convinti, li vedo molto concentrati e vogliosi di lottare per essere tra i primi. Tutto ciò dipende dallo spirito della squadra. L'ambiente non li sta aiutando moltissimo: credo che loro stiano vivendo una grande sfida. Io ci credo che la Lazio quest'anno farà bene e che arriverà senz'altro, se non in Champions, in Europa League. Perché vedo una squadra quadrata, dove i giocatori praticamente vogliono esserci, vogliono portare a casa il risultato, è un gioco che stanno facendo e ci credo. Ciò dipende un po’ anche dalle altre, ma non mi sembra di aver visto un grande gioco da parte delle grandi come Juventus, Inter. Mi sembra un calcio che non stia vivendo un grande momento. Con giocatori come Noslin, che forse non hanno un'altissima qualità ma hanno la concentrazione e la voglia di fare e si sudano la maglia, senz'altro credo che arriverà tra le prime posizioni a fine campionato.
Quanto conta Gattuso in questa squadra? Credo che in questa squadra conti moltissimo, perché è uno di loro, è uno che veste la maglia, è uno che praticamente è vicino ai giocatori, non fa il professore ma bensì fa il dodicesimo giocatore in campo. Merito a Gattuso di quello che sta facendo, ha trovato dei giocatori umili che vogliono seguire il proprio allenatore, sudare per tutti i novanta minuti: questo significa tantissimo per un allenatore.
Io credo che bisogna credere nel lavoro che fanno gli altri. Sono abbastanza fiducioso su questa squadra. Certamente la qualità non è quella del grande gioco che c'era nel calcio di una volta. Oggi grandi giocatori praticamente non se ne vedono. Nei campionati che facevamo noi c'erano le famose sette sorelle, c'erano squadre che andavano Champions e la vincevano. Oggi il calcio italiano è questo: un calcio che si sta costruendo, che si sta ritrovando, pertanto la Lazio ci può stare in questo stand del nostro calcio: io credo in questa squadra.
Se c'è un giocatore di questa Lazio che sarebbe potuto rientrare nella mia squadra? Quale calciatore della mia Lazio regalerei a questa? Di questa squadra mi piace molto Nuno Tavares: terzino di fascia, che ha grande potenza. Forse qualche volta ha dei limiti un po’ strutturali, ma quest’anno mi sembra in grande forma. Noi ne avevamo tanti (ride, ndr.). Forse Nesta? Dove lo metti è perfettissimo. Credo che il centrocampo facesse vincere quella grande squadra: era composto da Simeone, Almeyda, Nedved, giocatori di levatura tecnica molto grande.
Che ne penso dello stadio semivuoto? Per me è una grande pecca dei tifosi. Io sono contro questo sciopero, l’ho sempre detto. Ne ho avuti anche io degli scioperi, però la gente andava allo stadio. Non possiamo avere uno stadio da 70 mila spettatori vuoto in un momento così esaltante. Io rimprovero questo sciopero: non sono assolutamente d’accordo. La Lazio si sta sacrificando in campo, tutti dobbiamo essergli vicino. In momenti così importanti come quelli che stiamo attraversando, che forse nessuno si aspettava (visto che si parlava di una Lazio da Serie B), una Lazio del genere merita rispetto. I giocatori stanno sudando la maglia, questo a me fa piacere. Rimprovero chi non crede e non vuole sostenere la Lazio.
Lotito? Non entro nel merito del Presidente, dei comportamenti dell’uno e dell’altro, perché non conosco a fondo tutta la situazione. In questi momenti non desidero uno stadio vuoto: non sono assolutamente d’accordo".
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