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ESCLUSIVA – Lazio, Falconero: “A Bergamo sarà difficile. Protesta? Da tifoso dico che…”

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In esclusiva a Cittaceleste.it Davide Persiani -noto anche come Falconero- ha parlato del momento che sta vivendo la Lazio di Maurizio Sarri

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Di Lorenzo Bozzetti

La Lazio di Maurizio Sarri torna a sorridere in campionato, e lo fa nel migliore dei modi grazie ad un prezioso successo ottenuto contro il Sassuolo in extremis grazie alla rete di Adam Marusic. Una vittoria fondamentale per i biancocelesti, che permette loro di sorpassare l’Udinese in classifica di Serie A ponendosi al decimo posto a quota 37 punti. Con l’obiettivo, dunque, di analizzare il successo ottenuto dai biancocelesti contro il Sassuolo, il futuro di Maurizio Sarri e -non ultimo- la recente protesta dei tifosi della Lazio contro la società, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.itDavide Persiani, in arte Falconero, noto content creator, youtuber e streamer di fede biancoceleste che può vantare un grande seguito sui social, come confermato dai suoi oltre 295mila iscritti su Youtube, dagli oltre 55.400 follower su Twitch e dai 57.800 follower del suo profilo Instagram. Queste le sue parole.

 

Secondo Lei, che momento sta vivendo attualmente la Lazio?

"Il momento è senza dubbio uno dei più difficili degli ultimi 20 anni e credo che neanche il più pessimista tra i Laziali avrebbe potuto immaginare una stagione così. Ritrovarsi a marzo senza alcuna concreta ambizione in campionato ma con la sola Coppa Italia come obiettivo stagionale ancora aperto, credo sia una chiara fotografia di quale sia la nostra condizione attuale".

 

Che ne pensa della gara vista contro il Sassuolo? Quanto pesa il successo contro i neroverdi in vista delle prossime partite?

"Contro il Sassuolo è stata una gara dura, in cui al netto delle numerose assenze – Provedel su tutti – la Lazio ha fatto una gara più che dignitosa. I limiti di questa rosa sono ormai tristemente evidenti, ma è chiaro che la squadra non sta mancando in alcun modo sotto il profilo dell’impegno e dell’intensità: in caso contrario dubito che, come già accaduto diverse volte quest’anno, avremmo trovato il gol della vittoria negli ultimissimi minuti. Detto questo credo però che il successo non abbia particolare peso in vista delle prossime partite. Guardando la classifica è davvero difficile ipotizzare i presupposti per rientrare nella corsa all’Europa e considerando che all’orizzonte ci sono una serie di partite non semplici, a partire dal Milan, credo che questa sia una vittoria che fa bene più all’ambiente che alla classifica".

 

Prima del match contro la squadra di Fabio Grosso, la Lazio ha pareggiato l'andata della semifinale di Coppa Italia contro l'Atalanta: qual è il suo pensiero in vista del ritorno del prossimo 22 aprile contro i bergamaschi?

"A Bergamo sarà una partita difficile, soprattutto viste le qualità che l’Atalanta ha palesato nelle partite che contano, ma la Lazio è una squadra imprevedibile e di certo non penso si debba partire sconfitti. Nonostante l’avversario sia, almeno ai miei occhi, sensibilmente superiore, penso che ce la giocheremo fino alla fine, anche perché credo che i ragazzi vorranno provare a regalarsi e a regalare a noi tifosi una grande soddisfazione. In una stagione come questa, centrare una finale avrebbe paradossalmente un sapore ancora più dolce".

 

Tema Maurizio Sarri: secondo Lei, sulla base di quali elementi si deciderà il futuro del tecnico toscano a fine stagione? Sui risultati conquistati, oppure sul tipo di rapporto che ha con la società?

"Penso che ipotizzare la permanenza del Mister sia molto difficile in questo momento. I rapporti con la società non sembrano dei migliori e in generale dalle sue dichiarazioni si respira sempre moltissima delusione oltre che una certa rassegnazione… insomma, non proprio i presupposti ideali per continuare un percorso insieme. Dal canto mio spero con tutto il cuore che Sarri possa rimanere a Roma il più a lungo possibile, ma ho davvero la sensazione che a fine stagione potrebbe concretizzarsi il suo addio. Una prospettiva che personalmente mi terrorizza considerando che sarebbe difficile, se non impossibile, trovare un altro tecnico con le sue qualità e con un amore così profondo per i tifosi Laziali".

 

Gli ultimi mesi hanno visto un Olimpico deserto a causa della protesta della tifoseria biancoceleste contro la società: qual è la sua posizione in merito a tale protesta? Da tifoso, la condivide oppure no?

"Da tifoso non posso negare di rientrare tra gli scontenti, e penso che questa protesta sia assolutamente comprensibile visto il modo in cui sono andate le cose negli ultimi tempi. Il mercato di gennaio, sul quale molti avevano riposto speranze e sogni, è stato la proverbiale goccia che ha fatto traboccare un vaso che era già stracolmo priva che fossero ceduti Castellanos e Guendouzi, o che la squadra si ritrovasse in una posizione in classifica ben lontana dalle ambizioni della tifoseria. Era inevitabile che prima o poi i Laziali avrebbero deciso di manifestare il proprio dissenso, e personalmente sono felice che tutto stia avvenendo nel pieno rispetto delle leggi e con modalità assolutamente pacifiche: in questo modo non solo si evita che la posizione della tifoseria possa essere strumentalizzata, ma è possibile far comprendere il proprio dissenso in maniera infinitamente più chiara".

 

Cosa ne pensa del lavoro svolto dal club biancoceleste in questi ultimi anni?

"Penso che le necessità economiche e quelle sportive non siano state bilanciate nella maniera più lungimirante possibile. Dopo gli addii di giocatori come Immobile, Luis Alberto e Milinkovic il divario tecnico con le altre squadre di vertice si è reso piuttosto evidente – almeno a guardare classifica e risultati – e nonostante alcuni momenti favorevoli, come il girone di Europa League della scorsa stagione, si è davvero faticato a percepire una Lazio realmente competitiva con solidi presupposti per crescere. Credo che nell’interesse stesso della società, qualche investimento in più non solo sarebbe servito, ma avrebbe fatto un’enorme differenza".

 

Da tifoso, cosa si sente di dire alla società in questo momento? Si sente di dare qualche suggerimento al fine di placare la protesta dei tifosi?

"Arrivati a questo punto è difficile ipotizzare soluzioni a breve termine per riportare il sereno tra società e tifosi. Se devo guardare al futuro, penso che un mercato estivo davvero ambizioso possa essere l’unica via, ma serviranno investimenti forti e nomi che possano scaldare la piazza. Insomma, servirà qualcosa di forte che possa dimostrare la volontà di non ripetere una stagione come questa. In caso contrario, soprattutto se tutto dovesse limitarsi a dichiarazioni e promesse, dubito che il dissenso dei tifosi potrà ridimensionarsi facilmente…".