Le parole di Giulia Leonardi, intervenuta ai nostri microfoni per analizzare il periodo che sta attualmente vivendo la squadra biancoceleste
Lazio, Frattesi è sbarcato nella Capitale: l'arrivo a Fiumicino tra sorrisi e selfie - VIDEO
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Continua a stupire sempre di più la Lazio di Gennaro Gattuso. Dopo le vittorie ottenute a Bologna e fra le proprie mura amiche contro il Genoa, la squadra biancoceleste è riuscita ad aggiudicarsi il terzo successo di fila di questo inizio di campionato, ottenuto ieri al Bluenergy Stadium contro l’Udinese. Vittoria arrivata al termine di una prestazione convincente, fatta di personalità e carattere, condita dal prezioso contributo di Davide Frattesi, sempre più valore aggiunto per la squadra biancoceleste in questo inizio di stagione, e dall’importante apporto di Albert Gudmundsson, fondamentale per portare a casa un successo che permette ai biancocelesti di raggiungere quota nove punti in classifica e piazzarsi al terzo posto in classifica, alle spalle di Roma e Inter. Un avvio di stagione che, per rendimento, ricorda in parte quello del nuovo Milan targato Amorim, fermatosi a due vittorie e un pareggio, con l'1-1 maturato contro la Juventus domenica scorsa. A tal proposito Giulia Leonardi, avvocato specializzato in diritto sportivo, socia dell'Associazione Italiana Avvocati dello Sport e agente sportivo FIGC, è intervenuta in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.it per analizzare e mettere a confronto gli inizi di stagione di Lazio e Milan e per fare il punto sul momento vissuto dalla squadra biancoceleste. Di seguito le sue dichiarazioni:
Dopo l’esperienza con Allegri, il Milan ha scelto di affidarsi a Ruben Amorim: come valuta la scelta della società e cosa si aspetta dal tecnico portoghese?
“Sono molto contenta della scelta di Amorim. Credo che il Milan avesse bisogno di una nuova spinta, di idee nuove e di un allenatore capace di dare un’identità precisa alla squadra e di proporre un’idea di calcio moderna. Amorim mi sembra un tecnico con una filosofia molto chiara, che ha già dimostrato di saper costruire squadre organizzate e competitive. Ovviamente servirà tempo per conoscere il campionato e per trasmettere le sue idee ai giocatori, ma sono fiduciosa. Mi aspetto soprattutto un Milan riconoscibile, con un’identità e una mentalità definite. Ha i giocatori giusti per farlo”.
La scorsa domenica il Milan ha pareggiato contro la Juventus per 1-1: che impressione le ha fatto la squadra? Ha già intravisto qualcosa delle idee di Amorim?
“Credo che si siano già viste alcune cose interessanti, anche se il Milan mi aveva entusiasmato di più alla prima contro il Torino. Continuo a pensare che Amorim abbia grandi potenzialità a livello di progetto, però rispetto alla prima partita c'è stata sicuramente un'escalation negativa: già la seconda mi aveva convinta meno e nell'ultima uscita contro la Juventus, che è sempre una sfida particolare e spesso poco spettacolare, il Milan ha prodotto davvero troppo poco. Anzi, paradossalmente, la Juve ha giocato meglio e ha meritato il pareggio. Penso debba fare molta attenzione alla fase difensiva, che contro il Venezia non mi aveva totalmente convinta. Sono però certa che con un giocatore come Gila si possa migliorare molto: lo considero tra i tre difensori più forti della Serie A. Mi aspetto comunque di vedere un Milan capace di costruire di più e di esprimere meglio le proprie idee: è chiaro che serve tempo, ma mi auguro che possa esserci una crescita già nelle prossime partite. Anche Goncalo Ramos, però, sarà chiamato a dimostrare sul campo di valere l’investimento fatto dal club”.
Il Milan ha portato avanti una campagna acquisti importante, con diversi innesti di livello, ma ha dovuto salutare anche giocatori importanti (tra cui Rafael Leao): che stagione si aspetta dai rossoneri? E quanto tempo potrebbe servire ad Amorim per dare un’identità precisa alla squadra?
“Mi aspetto una stagione importante. Sono convinta che il Milan avesse già una buona rosa lo scorso anno; ho sempre sostenuto potesse ambire allo scudetto, avendo solo l’impegno del campionato ed un allenatore come Allegri che comunque è vincente, seppure io non lo abbia mai amato particolarmente. Lo ritengo un ottimo gestore di campioni ma meno valido quando è necessario lavorare su profili non ancora così solidi. Oggi penso che la rosa sia stata ulteriormente migliorata grazie ai nuovi acquisti. Leao per me resta un giocatore dalle grandi qualità ma credo avesse finito il suo ciclo al Milan”.
Anche la Lazio ha scelto di cambiare guida tecnica, passando da Sarri a Gattuso: come valuta l’arrivo del tecnico calabrese nella Capitale?
“Credo che Gattuso possa essere una scelta interessante per la Lazio. Lo conosco soprattutto per la sua esperienza al Milan e penso che abbia caratteristiche che possono essere importanti in questo momento. È un allenatore molto diretto, sanguigno, che pretende tanto dai suoi giocatori e che può trasmettere personalità e carattere alla squadra. La Lazio, però, ha una questione più importante da risolvere: la frattura con i tifosi va ricomposta il prima possibile. Secondo me è un aspetto fondamentale”.
Che tipo di Lazio si aspetta di vedere quest’anno? Lei, da tifosa del Milan, ha vissuto anche l’esperienza di Gattuso sulla panchina rossonera: cosa pensa possa portare il tecnico alla Lazio e quali elementi del suo carattere e della sua idea di calcio possono essere decisivi per rilanciare un ambiente che, in questo momento, appare particolarmente segnato dalla contestazione della tifoseria nei confronti della società?
“Mi aspetto una Lazio molto combattiva. Gattuso può portare sicuramente intensità, mentalità e soprattutto una grande attenzione all’aspetto caratteriale. È un allenatore che non accetta facilmente cali di concentrazione e credo che possa trasmettere ai giocatori la sua determinazione. Però, ribadisco, la prima cosa che la Lazio deve fare è ricucire la frattura con i propri tifosi. È indispensabile. Si può anche costruire una buona squadra e fare una buona stagione, ma quando c’è una distanza così forte tra la società e il pubblico diventa tutto più difficile. Gattuso può incidere sul campo, ma per rilanciare davvero l’ambiente serve anche ritrovare entusiasmo e unità fuori dal campo”.
Alla luce delle prime uscite stagionali della Lazio, quali sono gli aspetti positivi che l’hanno maggiormente colpita e quelli sui quali, invece, Gattuso dovrà ancora lavorare?
“Tra gli aspetti positivi metterei sicuramente l’atteggiamento e la voglia di essere una squadra più intensa e aggressiva. Deve pero’ lavorare ancora molto sull’equilibrio e sulla continuità durante le partite. Una squadra come la Lazio deve riuscire a gestire meglio i diversi momenti della gara e a trovare maggiore sicurezza nei propri meccanismi. È normale che ci voglia tempo, soprattutto dopo un cambio di allenatore e di filosofia. La squadra, comunque, penso abbia già un’identità chiara”.
Guardando all’attuale rosa biancoceleste, quali sono i giocatori che secondo lei potrebbero beneficiare maggiormente dell’arrivo di Gattuso e ritagliarsi un ruolo centrale nel suo progetto?
“Sono molto curiosa di vedere soprattutto Frattesi. Per me è un giocatore fortissimo e credo che un allenatore come Gattuso possa valorizzarne al massimo le caratteristiche: intensità, inserimenti, dinamismo e capacità di attaccare gli spazi. Penso che possa diventare un giocatore molto importante nel progetto. In generale credo che Gattuso possa valorizzare soprattutto i giocatori con grande gamba e personalità, quelli disposti a sacrificarsi e a lavorare per la squadra. E proprio per questo Frattesi, per caratteristiche e mentalità, secondo me può essere uno degli uomini più interessanti da seguire durante la stagione. Soprattutto dopo la gara di ieri sera contro l’Udinese Frattesi si conferma un grande giocatore: per me farà una stagione importante”.
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