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Di Lorenzo Bozzetti
Dopo il deludente pareggio arrivato contro il Parma lo scorso 4 aprile, la Lazio si prepara ad affrontare la Fiorentina di Paolo Vanoli. Una gara che per i biancocelesti costituisce l’occasione giusta per provare a dimenticarsi della prestazione poco convincente arrivata contro gli uomini di Carlos Cuesta, ma che al tempo stesso si preannuncia piuttosto insidiosa per i capitolini di mister Sarri, visto l’ottimo momento di forma in campionato da parte dei viola, squadra che nelle ultime quattro gare di Serie A ha ottenuto due vittorie (contro Cremonese e Verona) e due pareggi (contro Parma e Inter). A tal proposito Flavio Ognissanti, direttore di “Passione Fiorentina” e “Labaro Viola”, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.it per parlare da vicino della gara tra i viola e i biancocelesti in programma domani sera alle ore 20:45, offrire il proprio pensiero sull’attuale periodo che stanno vivendo entrambe le squadre e fare una personale previsione sul tipo di partita a cui si potrebbe assistere allo Stadio Artemio Franchi. Di seguito le sue parole:
Partiamo dalla Fiorentina: come si spiega una stagione così complicata e a tratti surreale come quella vissuta dai viola fino ad oggi? Quali sono, secondo Lei, le possibili cause dalle quali è nato il percorso che ha visto e vede tuttora la squadra lottare per la salvezza?
“Nella vita, come nel calcio, tutti i nodi prima o poi vengono al pettine. La Fiorentina è una società che in questi anni non ha mai saputo far calcio. I risultati di Palladino e di Italiano hanno coperto gli orrori della gestione Commisso, nella gestione a 360 gradi. Sono due allenatori che hanno fatto molto di più di quello che dovevano fare perché la Fiorentina non ha mai saputo lavorare per bene. Però i risultati nel calcio coprono quegli orrori. Quest'anno è stato presentato il conto, perché al contrario di Palladino e Italiano è arrivato un allenatore che, purtroppo, non è più quello di anni fa. Un allenatore che si è presentato con uno staff tecnico non all'altezza, che è cambiato tanto, è stato presuntuoso, che non ha legato col gruppo. È stata sbagliata la campagna acquisti di Pradè, costretto poi a dimettersi perché la piazza non gli ha più perdonato gli errori. Tutto questo ha portato a questa stagione”.
Che ne pensa del lavoro svolto in corsa da Paolo Vanoli? Quale merito riconosce maggiormente al tecnico per la rinascita che sta vivendo la Fiorentina nelle ultime settimane sul piano dei risultati acquisiti?
“Vanoli quando ha messo piede al centro sportivo, al Viola Park, la Fiorentina era senza direttore sportivo, perché si era appena dimesso Pradè; aveva, purtroppo, un presidente negli ultimi mesi di vita, che non stava bene; aveva una squadra senza preparazione fisica, con quattro punti in classifica e aveva uno spogliatoio spaccato. Vanoli è stato bravissimo perché dopo il primo mese e mezzo in cui a poco a poco sono state messe a posto tante cose, da dicembre in poi la Fiorentina ha una media punti elevatissima, da zona Europa. Quindi il grande merito di Vanoli è stato quello di far tornare la Fiorentina ad essere una squadra di calcio, con i propri pregi, i propri difetti, ma ad essere una squadra di calcio. Nel 2026 la Fiorentina è sesta in classifica: se contiamo i punti da dicembre, quindi da quando Vanoli ha cambiato modulo il 21 dicembre 2025, Fiorentina-Udinese 5-1, in cui Vanoli cambia modulo, lo score, i punti della Fiorentina sono tantissimi. Il grande merito, secondo me, è quello proprio quello di aver ridato dignità. A quello di aver fatto tornare la squadra ad essere una squadra di calcio”.
Che sensazioni le ha trasmesso la squadra viola nel precedente successo contro il Verona?
“La partita di Verona è una partita in cui la Fiorentina ha fatto oggettivamente male, meritava probabilmente anche di perdere. Però ha tenuto in qualche modo, e alla fine ha vinto. Le sensazioni sono state di un gruppo compatto, coeso, che nonostante le difficoltà ha stretto denti e ha preso una vittoria insperata”.
Qual è il suo pensiero sull'annata che sta invece vivendo la Lazio e sul lavoro che sta portando avanti Maurizio Sarri?
“Io penso che la Lazio stia vivendo una stagione che nessuno si sarebbe mai immaginato. Perché, al netto di un mercato che non è stato fatto, si pensava che comunque avrebbe fatto una stagione più che dignitosa. Questo non è perché la Lazio non può lottare per l'ottavo, il nono, il decimo posto. Sarri, secondo me, sta facendo un miracolo, perché fare l'allenatore non è solo mettere in campo la squadra. Fare l'allenatore vuol dire badare a tante situazioni. E l'allenatore dovrebbe pensare solo alla squadra, ma Sarri, fino ad oggi e fino a questo momento, non ha pensato solo alla squadra: ha pensato a fare il direttore sportivo, ha pensato a fare il presidente, ha pensato a fare il team manager, ha pensato al rapporto con i calciatori, ha pensato al rapporto con i tifosi, e poi ha fatto anche l'allenatore. Se pensiamo al mercato e a quello che è successo, la stagione della Lazio la sta salvando Sarri”.
Che opinione si è fatto sulla protesta condotta in questi ultimi mesi dalla tifoseria biancoceleste? Come la percepisce dall'esterno?
“La tifoseria della Lazio ha preso una strada precisa. Secondo me quella di non entrare allo stadio, di continuare con una contestazione abbastanza dura contro il presidente è una presa di posizione che indubbiamente penalizza la squadra. Inutile negarlo, perché un conto è giocare all'Olimpico con uno stadio pieno, e un conto è giocare all'Olimpico con lo stadio vuoto: fa tutta la differenza del mondo. Però bisogna avere rispetto. Bisogna avere rispetto di tifosi, di una tifoseria che, pensando al bene della Lazio, cercano in qualche modo di trovare delle soluzioni”.
Fiorentina e Lazio sono rispettivamente reduci da una vittoria e da un pareggio nel precedente turno di Serie A: che tipo di match si aspetta fra le due squadre?
“In realtà mi aspetto una partita non bellissima, perché sia la Fiorentina che la Lazio non stanno benissimo, sotto tanti punti di vista. La Fiorentina ha tante assenze; la Lazio penso che nella testa ha due partite da qui alla fine: il derby e il ritorno con l'Atalanta. Quindi, secondo me, non sarà una partita bellissima. Con la formazione tipo avrei detto Fiorentina molto favorita. Nelle condizioni in cui è la Fiorentina, credo sarà un pareggio”.
Per la gara di lunedì sera tra le fila viola si registreranno le pesanti assenze per squalifica di Fagioli e Gudmundsson: dal suo punto di vista, in che modo Vanoli potrà ovviare alle loro assenze? Rispetto alle precedenti gare, si aspetta qualche novità nel canovaccio tattico che il tecnico viola schiererà contro i biancocelesti?
“Non mi aspetto cambiamenti da parte di Vanoli, penso che il modulo sarà sempre quello. Ci saranno delle assenze pesanti. Non solo Fagioli e Gudmundsson che sono squalificati, ma probabilmente non ci sarà Parisi, ed è indubbio anche Kean. Quindi le assenze saranno pesanti, ma non penso che Vanoli andrà stravolgere tatticamente la squadra”.
Secondo Lei, in quali parti del campo si deciderà la gara? Quali potrebbero essere i potenziali protagonisti della sfida?
“Se devo fare un nome alla Lazio faccio quello di Isaksen, perché sugli esterni, in questo momento, Gosens non è al top, sta giocando sempre lui, perché Parisi non sta bene. Quindi secondo me Isaksen può mettere in grande difficoltà Gosens. Dalla parte della Fiorentina io mi gioco una fiche su Mandragora, che potrebbe tornare, anzi, tornerà dall'infortunio, e secondo me potrebbe essere abbastanza pericoloso”.
Dal suo punto di vista, su quali aspetti la Lazio dovrà stare attenta alla Fiorentina? E, viceversa, a quale elemento dei biancocelesti dovrà fare particolare attenzione la Fiorentina?
“Secondo me la Fiorentina metterà in difficoltà la Lazio tra le linee. Credo che la Fiorentina abbia i giocatori per poter far male alla Lazio tra le linee, che è un po' il punto debole di Sarri, proprio quei giocatori che vanno a rompere la linea, e la Fiorentina ne ha diversi. La Lazio, invece, può fare male alla Fiorentina sugli esterni, perché la Fiorentina sugli esterni ha dimostrato di soffrire, soprattutto perché l'assenza di Parisi, che sta bene, peserà”.
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