Le parole del giornalista Luca Paglioni, intervenuto ai nostri microfoni per parlare del periodo della Lazio e della vittoria con il Cagliari

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Il metodo Gattuso dietro il capolavoro Lazio - VIDEO

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Si fa sempre più entusiasmante e sorprendente l'inizio di campionato della Lazio targata Gennaro Gattuso. La scorsa domenica i biancocelesti si sono aggiudicati per 2-1 il match contro il Cagliari, conquistando tre punti importanti che hanno dato ulteriore morale e convinzione alla squadra. Proprio in merito al successo contro i rossoblù e, più in generale, al periodo attraversato dalla formazione biancoceleste, ne ha parlato Luca Paglioni, giornalista di Sportitalia, intervenuto in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.it per commentare la prestazione della Lazio e offrire il proprio punto di vista sul momento della squadra. Di seguito le sue dichiarazioni:

Luca Paglioni

La Lazio sta vivendo un avvio di campionato particolarmente positivo, accompagnato da risultati importanti e da diversi record raggiunti nelle prime giornate. Qual è la sua valutazione sul percorso della squadra di Gattuso? Quali caratteristiche dei biancocelesti l'hanno colpita?

“La valutazione non può che essere estremamente positiva. Un percorso netto, fatto di 9 vittorie e 1 pareggio resistendo al Milan dopo un primo tempo eccellente. Nessuno avrebbe potuto immaginare un avvio di campionato del genere, specialmente dopo la brutta eliminazione subìta in Coppa Italia dal Mantova 7 giorni prima dell’esordio in Serie A. Un evento che probabilmente rappresenta un ‘click’ nella testa dei giocatori, seppur tanti interpreti decisivi sono arrivati dopo quella partita: Sutalo, Diogo Leite, Pinamonti, Gudmundsson. Frattesi era arrivato la sera prima di Lazio-Mantova, aveva forse un allenamento nelle gambe. Floriani non aveva ancora fatto il suo esordio, così come Belahyane. Insomma, c’era un’altra Lazio in campo, meno cattiva. Ed è proprio questa cattiveria che mi sta stupendo: la fame di risultati, la voglia di rivalsa, di smentire le attese - che sembravano drammatiche o quantomeno sconfortanti - di inizio anno e di dimostrare di non essere giocatori mediocri come tanti dicevano. Poi il ritmo è sicuramente un altro aspetto che mi ha stupito, il bel gioco ne è una conseguenza: essere aggressivi nella riconquista, votati all’attacco e nell’andare in avanti ti aiuta in queste prestazioni. In ultimo sottolineo il gruppo, l’unione, anche se questa in parte era già presente, ma ora è ancora più impattante e determinante, si vede ad occhio nudo quanto questo ragazzi stiano bene insieme”.

Come giudica la prestazione offerta dalla Lazio contro il Cagliari?

“Non la miglior partita della stagione, ma una delle più importanti per diversi aspetti. La terza partita della settimana contro una squadra che si è posizionata in un blocco centrale pronta a ripartire con forza; attenta a bloccare tutte le fonti di gioco che fin qui hanno fatto la differenza (Tavares marcato a uomo a tutto campo, Zaccagni sempre raddoppiato, Belahyane seguito anche quando scendeva tra i centrali per la costruzione a 3). La Lazio ha dimostrato di avere più fame di quanto si pensasse ed ha trovato energie dalla panchina, soprattutto a livello mentale, per prendersi questi 3 punti. È stata la prima vittoria ‘sporca’ della stagione, in una partita dove la Lazio non è riuscita ad imporre il ritmo e le proprie trame di gioco. Per come è arrivata dimostra profondità di rosa, unità di intenti, voglia di lottare insieme e maturità nel non scomporsi e arrendersi. La potremmo definire una vittoria da Lazio”.

Considerando quanto mostrato in questa prima parte di stagione, quali traguardi può realisticamente raggiungere la Lazio? Crede che abbia la rosa giusta per competere per un posto in Champions League oppure sarà necessario intervenire su alcuni aspetti per mantenere questo rendimento fino al termine del campionato?

“Rosa da Champions no. Potrà lottare per un posto tra le primissime soltanto se le altre continueranno ad inciampare durante il loro percorso. Con una partita a settimana si fatica il giusto e si può recuperare dagli sforzi, il lavoro dello staff e dei ragazzi dovrà essere impeccabile per tutto l’anno e servirà anche una buona dose di fortuna con gli infortuni. Allora lì la Lazio potrà lottare per la Champions. Nonostante questo, la Lazio è lì e il messaggio è chiaro: sono le altre che devono riconcorrerla, affannarsi e giocare con la pressione. I biancocelesti invece devono mantenere la spensieratezza dei giorni migliori e godersi momenti e risultati, uno alla volta. A fine marzo l’obiettivo alla portata prenderà forma”.

Tra i giocatori che stanno trovando sempre più spazio nel sistema offensivo di Gattuso c'è Noslin, protagonista anche contro il Cagliari con l'assist per il momentaneo pareggio di Isaksen. Come giudica il momento dell'attaccante olandese e quanto può diventare importante per l’attacco della Lazio? Pensa che possa ritagliarsi un ruolo sempre più centrale nel gioco di Gattuso?

“Noslin una delle tre scoperte migliori della Lazio di Gattuso fin qui. È fondamentale per il pressing, le corse, per ‘pizzicare’ la linea degli avversari come ci ricorda sempre Gattuso nelle dichiarazioni. I gol sono un premio per le prestazioni che sta offrendo. È la dimostrazione - lui come altri - di quanto godere della fiducia dell’allenatore e dei compagni di squadra può renderti un giocatore migliore. Inoltre, per tanti anni è stato definito un oggetto misterioso, senza un ruolo preciso. No, Noslin è questo, un centravanti moderno che ha imparato e sta ancora migliorando a legare il gioco, stressare la linea in profondità, lottare contro i centrali avversari nel gioco aereo. Se ci aggiunge anche i gol che sta facendo fin qui può rivelarsi uno dei migliori attaccanti della stagione in corso”.

Un altro protagonista di questo avvio di stagione è Gustav Isaksen, che sta mostrando una crescita importante e una maggiore incisività sotto porta. Che ne pensa del suo rendimento e quanto c’è di Gattuso nella sua maturazione? Quale importanza potrà avere per il futuro della Lazio?

“Discorso simile fatto per Noslin. La testa fa la differenza. Non è un caso che i due si cerchino così tanto. È in fiducia ed ha la fiducia di tutti. Anche nelle passate stagioni ha dimostrato di avere sprazzi di luce e momenti di continuità, anche se per massimo 2 mesi. L’obiettivo è cercare di allungare questo momento, la tenuta fisica sarà fondamentale così come evitare gli infortuni. I colpi li ha, lo ha dimostrato spesso nelle partite contro il Napoli o contro il Milan delle passate stagioni; la fiducia e l’insistenza di Gattuso possono solo portarlo a migliorare nella tenuta a lungo”.

Il prossimo turno di campionato vedrà la Lazio affrontare il Napoli. Come pensa che i biancocelesti arriveranno alla gara del Maradona? Quali insidie dovrà essere brava a evitare la formazione di Gattuso e a quali aspetti del gioco degli azzurri dovrà prestare maggiore attenzione?

“Arriveranno con la consapevolezza che possono giocarsela ad armi pari. Il Napoli è forte, in casa è insidioso, ma gli infortuni e la Champions toglieranno energie. Per mettere un tassello importante alla stagione e chissà, ad un posto in Europa, sarebbe vitale conquistare i 3 punti. Ma il Napoli non muore mai e anzi, guai a darlo per scontato: riparte velocemente e con qualità, ha individualità che possono risolvere la partita in qualsiasi istante. Farà la differenza la testa, proprio come contro la Juventus o il Parma o il Cagliari: tutte le squadre ti mettono in difficoltà se non giochi con intelligenza e freddezza”.

Un suo pensiero, infine, sulla protesta condotta dalla tifoseria biancoceleste nei confronti della società. Dal suo punto di vista, i risultati della squadra possono contribuire a ricucire la distanza tra tifoseria e società oppure ritiene che la frattura sia ancora difficile da superare?

“Sono contento della domanda, mi viene fatta spesso. La protesta non è legata ai risultati del campo. La protesta è un aspetto che riguarda la tifoseria e il lato dirigenziale, la presidenza. 12mila tifosi a Sassuolo di martedì alle 18:30 sono l’esempio più lampante, la passione e l’amore dei tifosi della Lazio non hanno giorno, ora o luogo e neanche prezzo. È altra cosa, è spiritualità e senso di appartenenza. Questo i giocatori lo sanno, Gattuso lo sa. Tutti vorremmo vedere l’Olimpico pieno, soprattutto in questo momento di classifica anche atipico. La squadra deve continuare in ciò che ha iniziato: i tifosi della Lazio sono con lei, sempre, quando vicini e quando in presenza, mai lontani. Non va messo in dubbio questo. La lontananza è con il modus operandi, la gestione e la mancanza di stile della gestione societaria. Una società ultracentenaria, la 4ª più titolata d’Italia non può avere sessioni di calciomercato limitate consecutive (unicum al mondo), essere ‘vittima’ in parte di intercettazioni telefoniche e presa in contropiede da dichiarazioni interne da ‘tutti contro tutti’ a minare la serenità di squadra e staff. È qui che si articola la protesta ed è qui che un cambiamento porterebbe ad un’evoluzione della situazione. In meglio? In peggio? Finché non avverrà, onestamente, non possiamo dirlo, ma intanto pensiamo al campo e a cosa stiamo vedendo in trasferta: questa è la Lazio”.

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