Le parole della conduttrice televisiva Maria Vittoria Pasetti, intervenuta ai nostri microfoni per parlare del momento della Lazio di Gattuso
Lazio, Gattuso pensa ad una mossa a sorpresa! - VIDEO
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La Lazio di Gennaro Gattuso si lascia alle spalle il 2-1 conquistato nell'ultima giornata di campionato e continua a lavorare per prepararsi al meglio per il prossimo big match contro il Napoli, importante banco di prova per i biancocelesti. Indipendentemente da quello che sarà il risultato della sfida del Maradona, la formazione biancoceleste sta attraversando un periodo particolarmente florido sul piano dei risultati, come dimostrano i 28 punti conquistati finora in classifica. Proprio del rendimento della squadra e del lavoro svolto da Gennaro Gattuso ne ha parlato Maria Vittoria Pasetti, conduttrice televisiva, intervenuta in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.it per analizzare il percorso della Lazio e le sue prospettive in vista dei prossimi impegni. Di seguito le sue dichiarazioni:
La Lazio ha battuto il Cagliari per 2-1, e continua a raggiungere traguardi sempre più importanti. Qual è il suo giudizio su questo straordinario avvio di stagione? Che idea si è fatta della squadra e quali sono, nello specifico, gli aspetti che l'hanno colpita principalmente?
“L’avvio di stagione della Lazio è stato incredibile e completamente inatteso alla luce dell’eliminazione in Coppa Italia contro il Mantova di metà agosto. Credo che sia una somma di fattori. Gattuso è sicuramente il primo. Ha trovato una squadra tecnicamente forte, ma svuotata della sua energia. Il lavoro che ha fatto è stato eccezionale, soprattutto per la velocità con cui è riuscito a trasmettere alla squadra i suoi principi di gioco. Secondo fattore è stato il calendario. Avere gare sulla carta non proibitive nelle prime, e vincerle, ha dato una fiducia di cui la squadra aveva bisogno: il primo tempo con il Milan, inoltre, è stata la definitiva presa di coscienza delle proprie forze. Terzo fattore principale credo sia la situazione tra società e tifosi, e qua mi ricollego a Gattuso. I giocatori della scorsa stagione sentivano chiaramente l'assenza sugli spalti. Io credo che l'allenatore abbia trasformato quella delusione in un sentimento di rivalsa”.
Contro i rossoblù la squadra biancoceleste ha conquistato tre punti tutt'altro che semplici, riuscendo a superare le difficoltà incontrate durante i novanta minuti. Quanto può essere importante, anche sul piano mentale, ottenere vittorie di questo tipo? Un successo così sofferto può rafforzare ulteriormente le convinzioni del gruppo in vista dei futuri impegni?
“Assolutamente sì, è dimostrazione sia per il prima che per il dopo. Una squadra che riesce a ottenere tre punti difficili in rimonta dimostra a sé stessa di essersi meritata tutto quello che c'è stato prima, e soprattutto, si convince che può rifarlo anche in futuro. In questo Gattuso è stato molto bravo. Ha fatto un grandissimo lavoro non solo dal punto di vista fisico ma anche mentale. Ora in campo vediamo una squadra determinata, convinta e molto compatta: ricordiamoci che la Lazio ha subito solo 8 gol”.
Visti i risultati registrati finora, a quali obiettivi può ambire questa Lazio? Ritiene che la squadra abbia le qualità necessarie per puntare a un piazzamento in Champions League oppure servirà ancora qualcosa per competere a questi livelli fino al termine della stagione?
“La rosa è corta, però l'assenza della competizione europea infrasettimanale è un fattore: è una squadra che potrà concentrarsi esclusivamente sul campionato. Ricordandoci sempre che nel girone d'andata deve ancora affrontare tante grandi, tra cui Inter, Como e Roma, oltre l'altro inaspettato derby da zona europea contro il Frosinone, penso che la Lazio possa realisticamente pensare alla qualificazione alle coppe europee”.
La sfida contro il Cagliari ha visto anche Andrea Pinamonti trovare una rete fondamentale, dopo un periodo in cui aveva faticato a ritagliarsi spazio con continuità. Quanto può incidere un gol del genere sulla sua fiducia? Può rappresentare un punto di partenza per trovare maggiore continuità e diventare un riferimento importante nell'attacco di Gattuso?
“Quando non si era concretizzato il trasferimento di Icardi, Gattuso aveva speso bellissime parole per Pinamonti, poi rimpiazzato da Noslin. Adesso l'olandese sembra insostituibile. Sono certa che Pinamonti sarà un tassello fondamentale per la Lazio: è una punta con caratteristiche molto diverse da Noslin, consentendo così all’allenatore di avere una varietà di scelte in base al piano gara”.
Tra i protagonisti di questo avvio di stagione c'è sicuramente Gustav Isaksen, autore di un'altra prestazione convincente contro il Cagliari. Come valuta la crescita del danese e quanto può diventare importante per il futuro della Lazio? Quali meriti riconosce a Gattuso nei progressi del giocatore?
“Isaksen credo sia un caso a parte. Ci ha sempre abituato a prestazioni altalenanti, ma ci ha anche sempre dimostrato di essere un giocatore dalle grandi qualità. Oggi è l’uomo in più della Lazio: riempie di qualità la fase offensiva, si sacrifica in non possesso, segna e fa segnare. Sta vivendo uno stato di grazia, la sua sfida sarà la continuità di prestazione”.
Per mantenere questo livello di rendimento e continuare a lottare nelle zone alte della classifica, quanto sarà importante il lavoro di Gattuso nella gestione della squadra? Quali difficoltà potrebbero presentarsi nel percorso dei biancocelesti e su quali aspetti dovrà lavorare il tecnico calabrese per evitare cali di concentrazione e rendimento?
“Vincere porta entusiasmo, la squadra sta dimostrando di non “soffrire di vertigini” d’alta classifica, con personalità. Arriveranno, come normale, periodi più difficili, dovrà essere bravo Gattuso in quel caso, nel riuscire a mantenere alto l’entusiasmo: è un percorso che porterà un’ulteriore crescita nel gruppo”.
Un tema particolarmente importante riguarda il rapporto tra la Lazio e la sua tifoseria. Nonostante gli ottimi risultati ottenuti dalla squadra, prosegue la contestazione nei confronti della società e molti tifosi biancocelesti continuano a non presentarsi allo Stadio Olimpico. Secondo lei, il rendimento della squadra e il percorso intrapreso da Gattuso possono contribuire a ricucire questo rapporto oppure la distanza tra tifosi e società resta difficile da colmare?
“Giudicare una situazione così delicata senza conoscerla profondamente non è semplice. Personalmente credo che la tifoseria laziale stia portando avanti una battaglia in cui crede. A prescindere dal giusto/sbagliato, che dipende ovviamente dal punto di vista, immagino che questa costanza e questa perseveranza indichino una tifoseria solida che sa quello che vuole. Mi auguro per Gattuso, che è un uomo che stimo immensamente, che un giorno possa tornare a vedere decine di migliaia di tifosi in gradinata: se lo meritano lui e i suoi ragazzi, che però sono certa sentano il calore della propria gente in tutte le partite in trasferta”.
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