Le parole del noto giornalista, intervenuto ai nostri microfoni per parlare di Atalanta-Lazio di Coppa Italia disputata mercoledì sera

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Di Lorenzo Bozzetti

La Lazio di Maurizio Sarri sbanca la New Balance Arena nella semifinale di ritorno di Coppa Italia disputata contro l’Atalanta, e riesce a staccare il pass per la finale della competizione. Eroe della serata a tinte biancocelesti è stato sicuramente Edoardo Motta, riuscito efficacemente a respingere le conclusioni tentate dai bergamaschi nel corso dei novanta minuti nonché a neutralizzare quattro dei cinque rigori calciati dai nerazzurri al termine di 120 minuti di pura battaglia agonistica in mezzo al campo. I biancocelesti, ora, saranno chiamati a sfidare l'Inter di Cristian Chivu in finale di Coppa Italia, in programma il prossimo 13 maggio. In tale ambito Riccardo Trevisani, noto giornalista e telecronista, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.it per commentare la stagione biancoceleste, analizzare da vicino il successo conquistato a Bergamo dagli uomini di mister Sarri e, in ultimo, fornire la propria opinione sulla strepitosa prestazione offerta da Edoardo Motta. Queste le sue parole:

Riccardo Trevisani

Qual è la sua considerazione sulla stagione condotta fino a questo punto dalla Lazio?

Penso che al netto della stagione, dei problemi, degli infortuni, del non mercato fatto in estate, fino adesso la Lazio abbia fatto un'annata molto seria, non crollando in campionato e tirando in fondo la Coppa Italia. Darei un voto molto alto a Sarri e alla sua gestione”.

Come giudica il lavoro svolto da mister Sarri fino a questo momento?

Molto buono, perché ha avuto la capacità di tenere botta, con una squadra che si è arricchita del suo sapere tattico: Taylor è un giocatore migliorato, Gila ha continuato a crescere. I giocatori con quest'allenatore di sicuro migliorano”.

Che opinione ha riguardo al match di Coppa Italia disputatosi ieri sera tra Atalanta e Lazio? Che sensazioni le hanno trasmesso i biancocelesti durante la partita?

La Lazio ha fatto una partita molto seria, molto ordinata come sempre, e di grande cuore. Poi la Lazio è andata tre volte in vantaggio: si è fatta sempre riprendere dopo pochi minuti, sia all'andata che al ritorno, però è sempre la Lazio che ha messo la testa avanti ed è stata molto presente a sé stessa nella partita. Quindi un'ottima impressione; è chiaro che poi l'avversario in finale sarà molto complesso”.

Che peso ha per la stagione della Lazio la qualificazione in finale di Coppa Italia?

Enorme. Ha un peso enorme perché poter finire la stagione con un trofeo, una stagione così disgraziata, sarebbe clamoroso. Comunque già il solo fatto di giocare le finali, che sono sempre una festa dello sport, è una cosa bella e in più la Lazio avrà la possibilità di giocarla in casa, e quindi di dimenticare un po' la negatività di quest'anno e di godersi per una notte una bella festa”.

Oltre al fattore Edoardo Motta, secondo Lei quale elemento ha permesso alla squadra capitolina di avere la meglio sui nerazzurri?

Oltre ad Edoardo Motta, la compattezza, il fatto di non essere mai crollata nei 210 minuti di andata e ritorno. È sempre stata in partita, e questa cosa l'ha aiutata, e poi ha messo Motta nelle condizioni di fare i miracoli che ha fatto”.

Il protagonista assoluto del match della New Balance Arena è senz'altro il giovane portiere biancoceleste: che idea si è fatto sul suo percorso intrapreso nella Capitale dal suo arrivo nel mercato di gennaio?

Che di sicuro un portiere che ha talento: uno che va con quella nonchalance a parare i rigori è qualcuno che ha qualcosa di speciale da dire e da dare nel calcio. Credo che sia stato bravissimo e che, soprattutto, essendo così giovane, potendo migliorare l'aspetto tecnico dei piedi e qualche situazione tra i pali, se ha già questa partenza di riflessi e di capacità, è messo molto bene”.

Quanto l'accesso alla finale di Coppa Italia può fungere da strumento per un eventuale riavvicinamento tra i tifosi della Lazio e la società?

Il riavvicinamento credo che con la squadra ci sia già, ci sia sempre. Il distacco con la presidenza non credo possa cambiare per la finale di Coppa Italia. Mi sembra un distacco troppo ampio. Anche ieri incontravo tifosi prima e dopo la partita, e nel festeggiare o nel prepararsi alla partita parlavano comunque sempre di un grande amore per la Lazio e non per la sua presidenza”.

Quale dovrà essere, secondo Lei, il percorso di avvicinamento della squadra biancoceleste alla finale contro l'Inter?

Una settimana molto complicata. Prima l'Inter in campionato, poi l'Inter in Coppa Italia, poi la Lazio affronterà la Roma nel derby. Quindi c'è una settimana incredibile, però la vivrei positivamente perché in un'annata così, trovarsi a vivere una settimana così bella è un dono, e quindi penso che vada goduta appieno al 100%”.

Infine, un suo pensiero sul futuro di Maurizio Sarri: ritiene che la permanenza del tecnico nella Capitale sia legata all'esito finale della Coppa Italia, oppure pensa che ci possano essere i presupposti per una sua conferma sulla panchina biancoceleste a prescindere dai risultati finali di questa stagione?

Io penso che Sarri difficilmente rimarrà sulla panchina della Lazio. Credo che alla fine andrà via, se poi andrà via solo per una questione di incompatibilità o perché avrà un'altra squadra questo non lo so, ma non me l'aspetto di nuovo sulla panchina della Lazio, nonostante la finale”.

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