Proviamo ad immaginare come potrebbe cambiare la Lazio del prossimo futuro...a

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Tre moduli e altrettanti modi di immaginare la nuova Lazio. La rosa costruita sul mercato offre a Gattuso diverse possibilità, soprattutto dalla metà campo in su, dove caratteristiche e interpreti permettono di cambiare anche parecchio senza stravolgere la squadra. Il punto di partenza può essere il 4-3-3, ma non è l’unica strada. C’è il 4-2-3-1, con un uomo in più alle spalle della punta e c’è anche la possibilità di passare al 3-5-2. Tre Lazio diverse, almeno sulla carta.

Lazio con il 4-3-3

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Il 4-3-3 resta probabilmente la soluzione più immediata. Mandas in porta, davanti a lui una difesa con Marusic e Tavares sulle fasce e la coppia Sutalo-Provstgaard al centro.
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La parte più interessante sarebbe però il centrocampo. Rovella avrebbe le chiavi della squadra, con Frattesi e Taylor ai suoi lati: qualità in costruzione, ma soprattutto tanta corsa e possibilità di inserirsi senza palla.

Pochi dubbi anche davanti. Isaksen partirebbe da destra, Zaccagni dalla parte opposta e Pinamonti sarebbe il riferimento dentro l’area. Un assetto piuttosto equilibrato, che permetterebbe alla Lazio di avere ampiezza senza rinunciare alla presenza centrale e agli inserimenti delle mezzali.

Lazio con il 4-2-3-1

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Qualcosa cambierebbe con il 4-2-3-1. La linea difensiva rimarrebbe la stessa, con Mandas alle spalle di Marusic, Sutalo, Provstgaard e Tavares, mentre a centrocampo toccherebbe a Rovella e Taylor reggere la squadra.

La vera novità sarebbe qualche metro più avanti. Frattesi potrebbe infatti muoversi alle spalle di Pinamonti, una posizione che gli consentirebbe di attaccare con maggiore continuità l’area e sfruttare una delle sue qualità migliori: l’inserimento.

Sulle fasce resterebbero Isaksen e Zaccagni, con la possibilità di partire larghi e accentrarsi quando l’azione lo richiede. Rispetto al 4-3-3 sarebbe una Lazio un po’ più sbilanciata in avanti, ma anche con più uomini vicini alla porta e maggior presenza tra le linee.

Lazio con il 3-5-2

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Il cambio più netto arriverebbe invece con il 3-5-2. In questo caso davanti a Mandas ci sarebbero tre centrali: Sutalo, Doekhi e Provstgaard. Sulle corsie toccherebbe a Isaksen e Tavares, due quinti decisamente offensivi e chiamati a fare parecchi metri durante la partita.

In mezzo resterebbe Rovella a dare ordine, con Frattesi e Taylor liberi di accompagnare maggiormente l’azione. Una mediana con gamba, ma anche con uomini capaci di riempire l’area.

E poi l’attacco. Qui entrerebbe in scena Gudmundsson, libero di girare intorno a Pinamonti senza essere costretto a giocare da seconda punta pura. Potrebbe abbassarsi, partire lateralmente e cercare palloni tra le linee, lasciando all’ex Sassuolo il compito di occupare l’area. Sarebbe probabilmente la Lazio più diversa delle tre, ma anche quella con più varianti durante la stessa partita.

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