Ciro è pronto a ripartire con l'aquila sul petto: può restare anche in caso di arrivo di un altro attaccante e accettando il minor spazio

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Accettare il lungo chilometraggio e il logorio del tempo, dopo aver infranto record su record, è uno step difficile ma inevitabile nella carriera di un calciatore. Ciro Immobile dopo le difficoltà di natura fisica dalla passata stagione ha vissuto su un'altalena costante. Numeri in calo e un perenne ballottaggio con Castellanos avevano portato a pensare alla fine di un ciclo. Ma Ciro e la Lazio sono un binomio diverso dagli altri.

Amo i laziali e i laziali mi amano” - le sue parole dal palco dell'Auditorium nell'evento per il 50° anniversario dalla vittoria del primo scudetto biancoceleste. E una maglia di Chinaglia da custodire gelosamente, come da lui stesso dichiarato. Ad oggi è difficile immaginarlo lontano dalla Capitale, dove potrebbe avere un futuro anche in un'altra veste. Tudor ha fatto capire di volerci puntare se sta bene e con una qualificazione europea e i tanti impegni servirà il contributo di tutti.

Immobile

Dal canto suo, Immobile sa che deve iniziare a gestire il proprio corpo ed evitare sovraccarichi. Così come che potrebbe arrivare un altro attaccante. Ma Tudor non ha mai chiuso la porta ad un attacco a due e nessuno hai mai spinto il miglior bomber della storia del club a lasciare la Capitale. Il futuro dice Lazio, poi se l'estate porterà offerte e opportunità concrete - che sia l'Arabia o l'MLS - ci sarà spazio per le valutazioni. Intanto Ciro corre verso l'Inter - domenica ritroverà da avversario Inzaghi - con l'obiettivo di scrivere ancora qualche capitolo importante della sua carriera e della storia della Lazio.

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