Il capitano biancoceleste mortificato si lascia andare a un messaggio sui profili social. Le critiche stanno a zero: agli ottavi grazie a lui
Bayern-Lazio, Cataldi: "Ci abbiamo creduto, ora torniamo a giocare queste partite"
È la dura legge del gol, ma non quella che cantavano gli 883. È la condanna per ogni attaccante: osannato finché la rete si gonfia, criticato quando le cose non vanno più bene. Attenuanti, alibi o semplice riconoscenza però non dovrebbero mai mancare, a maggior ragione quando si parla dell’ottavo miglior marcatore della storia della Serie A e del primatista assoluto della storia della Lazio. Eppure non è così: nell’era social le voci vengono amplificate, l’odio si moltiplica, la frustrazione viene sfogata in commenti privi di alcun rispetto. E a farne le spese è incredibilmente Ciro Immobile, colpevole di aver sbagliato un gol facile davanti a Neuer.
Ciro sa benissimo di aver sbagliato, è a pezzi da martedì sera: mortificato per l’errore, tradito dall’emozione e consapevole di aver visto un sogno trasformarsi in incubo. Dopo il triplice era scuro in volto, spaesato per l'errore commesso all'Allianz Arena. È pronto ad accettare la critica, non l’odio e le offese: “Sempre e comunque con te… fino alla fine” scrive il fratello Luigi sui social. In mattinata anche il post di Immobile: “Buongiorno laziali. A volte le cose non vanno come desideriamo ma l’importante è avere la voglia di rialzarsi. Nel calcio si vince e si perde, si fa gol e si sbaglia, ci si arrabbia e si sorride ma stavolta per noi quello che conta è il percorso e il nostro seppur con qualche rammarico è stato bellissimo. anche questa è un'esperienza che servirà a noi tutti per essere più forti. Forza Lazio”.
Ma, come qualcuno tra i commenti gli ricorda, uno come lui non ha neanche bisogno di scusarsi. Parlano i numeri: la carrellata di record in biancoceleste e la Scarpa d’Oro, ma anche semplicemente quelli di questa stagione. Quattro gol in Champions valsi tre vittorie: portano la firma di Immobile gli 1-0 con Feyenoord e Bayern Monaco così come il 2-0 al Celtic, porta quindi inevitabilmente la sua firma anche la qualificazione agli ottavi di finale e la speranza di giocarsi i quarti al ritorno in Baviera. La speranza è passata, forse si è infranta su quel colpo di testa sbagliato davanti a Neuer. Ma se la Lazio è arrivata fin lì il merito è anche e soprattutto di Immobile. E chi lo dimentica commette un peccato che rischia di portare dietro strascichi pesanti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA