Le parole del giovane portiere biancoceleste, intervenuto ai microfoni del TG1: il suo pensiero sulla sua prestazione vista contro l'Atalanta
Vai nel canale Youtube di Cittaceleste >
Edoardo Motta è stato il protagonista assoluto della semifinale di ritorno di Coppa Italia andata in scena tra Atalanta e Lazio lo scorso mercoledì sera alla New Balance Arena. Con le sue prodezze, infatti, il giovane portiere biancoceleste ha permesso alla squadra di mister Sarri di approfare nella finale della competizione, che li vedrà affrontare l'Inter il prossimo 13 maggio.
Da questo punto di vista, Motta è stato intervistato dalla Rai per commentare la sua prestazione offerta contro i bergamaschi e non solo. Di seguito le sue dichiarazioni:
"Da piccolo mi piaceva fare il portiere e buttarmi sulla ghiaia. Mio padre mi dava del matto, ma io dolore non lo sentivo. Dopo la gara mi sono lasciato un po’ andare alle mie emozioni, cosa che cerco di non far mai vedere. Rimanere solido secondo me definisce di più la persona che si è rispetto a essere molto emotivo o troppo emotivo.
Io voglio diventare come Cech, voglio provarci. E loro, sia mio padre che mia madre, mi hanno dato la forza e hanno fatto tanti sacrifici per far sì che oggi io sia qui. Non devo mai smettere di imparare, migliorare e crescere. E questo è l’obiettivo, per cercare di arrivare più in alto possibile, senza rimpianti o rammarichi, godendomi la vita senza togliermi nulla".
© RIPRODUZIONE RISERVATA