Il nuovo difensore della Lazio si presenta ai microfoni ufficiali del club biancoceleste tra passioni, idoli e speranze per il futuro a Roma
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Il nuovo centrale della Lazio, Doekhi, si presenta ai microfoni ufficiali del club biancoceleste. L'ex Union Berlino arriva da svincolato a Roma, dove giocherà con l'aquila sul petto e il numero 5 dietro la schiena, con l'obiettivo di sostituire una colonna come Gila. Di seguito le parole del centrale olandese.
"Sono molto felice di essere qui. La Lazio è un grande club, sono contento. Spero di portare in alto la Lazio con le mie qualità e che io possa aiutare la squadra a raggiungere i propri obiettivi.
Ho parlato con Gattuso, abbiamo avuto una bella conversazione, ma ora bisogna lavorare.
Qui ci sono due ragazzi olandesi, anche questo mi è d'aiuto. Possono aiutarmi a integrarmi più velocemente, è un vantaggio che siano già qui. La Lazio è un grande club, quindi ovviamente la conoscevo già prima. Guardo molte partite italiane, quindi ho visto anche la Lazio qualche volta.
Sono un difensore che cerca di leggere il gioco. Mi piace difendere. Mi piace marcare l'attaccante, fare in modo che non possa segnare e aiutare la squadra a mantenere la porta inviolata. Ma mi piace anche essere pericoloso in area avversaria sui calci piazzati, segnare gol di testa. Ho più qualità.
Cerco di essere professionale, di mangiare bene, dormire bene, riposare e recuperare quando necessario. Bisogna anche avere un po' di fortuna, per non subire infortuni gravi.
Mi piace passare il tempo con la mia famiglia. Ho due figlie e una moglie, mi piace stare con loro e rilassarmi a casa. In più seguo il basket, il tennis e mi piace anche guardare Netflix.
Mio zio, Winston Bogarde, ha giocato in Italia, in diversi grandi club, quindi parlo spesso anche con lui e soprattutto in occasione di questo trasferimento. Mi ha detto che la Lazio è un bel club, che l'Italia è un bel paese in cui vivere e un bel campionato in cui giocare. Anche i miei due cugini stanno andando bene. Uno adesso è all'Aston Villa e l'altro al LASK Linz, quindi stiamo proseguendo bene il nostro percorso.
L'idolo a cui guardo sempre è Varane. Ora ha smesso, ma mi piace ancora molto, anche perché siamo un po' simili nello stile di gioco. Per me resta un idolo.
Nel mio ruolo, da quello che ho visto, è difficile nominare un giocatore più forte degli altri. Ho più nomi, ma un favorito chiaro non ce l'ho. In generale direi Messi. La gente parla di Maradona e di altri grandi giocatori. Io non li ho visti dal vivo, quindi scelgo Messi.
Il 5 è il numero con cui ho giocato anche per l'Union Berlin e mi ha portato fortuna lì. Quando ho visto che qui era libero ho pensato "ok, è semplice: prendo di nuovo il numero cinque." Potete chiamarmi Dani, Duki. Potete chiamarmi come volete, nel modo più semplice per voi.
Voglio dire ai tifosi che sono felice di essere qui, che non vedo l'ora di conoscervi e spero di potervi regalare un po' di gioia".
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