Durante l'intervista concessa ai microfoni di Dazn, il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani ha espresso il proprio pensiero riguardo alla protesta e allo sciopero casalingo portato avanti dai tifosi biancocelesti nelle precedenti partite. Queste le sue dichiarazioni:
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Lazio, Fabiani: “Partite senza tifosi allo stadio? Ecco cosa ne penso”
"Da società, come stiamo vivendo le partite senza tifosi allo stadio? La risposta è scontata: non bene, questo è fuori discussione. Non bene per tanti motivi. Uno su tutti? Se mi metto un attimo nei panni dei calciatori, giocare senza il proprio tifo, fare un gol e andare sotto la curva, gioire, questo un po’ gli manca, oggettivamente. Quell’adrenalina che ti trasmette il pubblico, quando stai in campo, che fa ballare il terreno di gioco, è ben diverso dal non averlo. Per cui mi auguro che a stretto giro di posta si possa risolvere anche questa problematica. Stiamo, nel prossimo futuro, organizzando una tavola rotonda con tutte le componenti che fanno parte del mondo del calcio: media, tifosi, istituzioni, proprio per illustrare loro qual è questo nuovo programma, questo nuovo percorso. Perché a volte la gente non capisce. Allora è giunto il momento, con dati oggettivi alla mano, informare tifosi, informare la gente di quello che la Lazio oggi sta facendo. Questo lo dobbiamo a noi, lo dobbiamo a loro. Perchè torno a ripetere: giocare senza pubblico comunque non è una bella cosa. Non si dà una buona immagine. Ovviamente non ce l’ho con i tifosi, rispetto il parere di tutti quanti, tifosi e giornalisti.
Io ho un solo dovere e compito: è quello di preoccuparmi di programmare e di far sì che nel più breve tempo possibile si possa avere una squadra competitiva nel massimo campionato. Sono le sfide più difficili? In trent’anni di calcio mi sono sempre imbattuto nelle ricostruzioni, io non ho mai gestito una squadra importante che l’anno prima aveva vinto uno scudetto. Mi sarebbe piaciuto lavorare tantissimo con Milinkovic, con Ciro Immobile che faceva 35 gol, perché no anche con Luis Alberto e Felipe Anderson. Però probabilmente mi sarei impoltronito, mi mettevo dietro la scrivania "tanto che problema c’è? tanto poi ci sono loro che risolvono le questioni". Va detto che quando questi ragazzi arrivarono alla Lazio, fecero fatica anche a inserirsi.
Per esempio mi ricordo Milinkovic: è vero che stavo a un’altra società, ma ho sempre seguito le sorti della Lazio, i primi anni ha fatto un po’ di fatica. Poi è diventato il calciatore straordinario che tutti quanti conosciamo. Lo stesso Ciro Immobile, ha un po’ girovagato, anche all’estero, poi è arrivato alla Lazio, un po’ di difficoltà le ha avute, poi ha iniziato a fare 30/35 gol. Quando Sarri dice di avere pazienza, io ce l’ho la pazienza, ma mettiamocela un po’ tutti. Probabilmente vuole anche dire: “Diamo la possibilità a questi ragazzi di ambientarsi, di costruire un gruppo organico, uno spogliatoio importante per toglierci qualche soddisfazione. Purtroppo l’erba voglio non la troviamo da nessuna parte, bisogna credere nel lavoro che si fa. Io ci credo tantissimo e mi auguro che insieme a me ci possano credere tutti quelli che hanno a cuore le sorti della Lazio".
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